Durante il Mobile World Congress di Barcellona dello scorso febbraio, Mozilla aveva annunciato la nascita del Mozilla Marketplace, ovvero un portale dove inserire applicazioni Web compatibili sia sul browser del panda rosso che su device basati su HTML5. Linux però, sembra esserne (almeno per ora) escluso: per la release iniziale prevista entro la fine del 2012, si preferisce puntare su Windows e Mac OS X. Il motivo? La rappresentanza della comunità Linux sembra essere di gran lunga inferiore.
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È stata rilasciata in questi giorni la Alpha 2 di Mozilla Firefox 13, la prossima versione di uno tra i più utilizzati browser di sempre. Non c’è molto di cui parlare, se non consueti bugfix e miglioramenti alle caratteristiche già presenti. Per chi fosse interessato a un elenco dei cambiamenti essenziali, è disponibile il changelog sul canale Aurora (anche molto bello da leggere) che espone non solo i cambiamenti più o meno rilevanti, ma anche le problematiche note.
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Nonostante i piccoli problemi per cui si era deciso di rimandare la stable release per un po’, è stato comunque rilasciato Firefox 11. La nuova versione ha portato a parecchie modifiche, specialmente per i toolkit dedicati agli sviluppatori: le novità grandi infatti sono Tilt e Style Editor.
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Sono trascorse le sei settimane canoniche dall’arrivo di Firefox 10, ma la (non più) nuova politica di aggiornamenti per il browser targato Mozilla è costretta ad uno stop forzato. Per Firefox 11, atteso tra pochi giorni, c’è un bug di sicurezza segnalato da Zero Day Initiative.
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Questo periodo è pieno di fermento tra gli sviluppatori del mondo open source. Fra i vari progetti interessanti che si vedono in questo periodo c’è quello di Mozilla, la casa che sviluppa il noto browser web Firefox, chiamto Boot to Gecko, progetto che mira allo sviluppo di un sistema operativo per smarthphone basato sul kernel Linux.
La caratteristica che rende unico Boot to Gecko è l’essere sviluppato interamente in HTML5, CSS e Javascript. Alcuni potrebbero storcere un po il naso per l’uso di questi linguaggi (tutti orientati ad essere usati più nelle pagine web più che in un sistema operativo, e tutti interpretati) ma vi ricordiamo che l’HTML5 è uno dei linguaggi più usati per lo sviluppo di applicazioni per Android e iOS.
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È un periodo di sorprese per l’ecosistema Linux: dopo la rivelazione di Ubuntu per Android, anche Adobe ha deciso di calare i propri assi nella manica, così ha annunciato lo sviluppo di una nuova API per Flash Player. La nuova API sarà supportata da Google Chrome (e Chromium), ma non da Mozilla.
La nuova API, denominata Pepper, sarà l’unico modo per avere Flash in ambiente Linux, e questi significa che a meno di nuove decisioni e ripensamenti da parte di Mozilla, che ha detto “non essere interessata” data la concorrenza di standard maggiormente aperti, Flash Player non sarà più disponibile per Firefox.
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Con regolarità sulla tabella di marcia, è stato rilasciato Firefox 10, l’ultima versione del browser web Mozilla il quale ormai è alla disperata rincorsa del rivale di casa Google: assottigliando le differenze, in questa versione Firefox ha introdotto l’antialiasing per WebGL, ed il supporto all’effetto 3D-Transform di CSS3.
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Facendo seguito al rilascio di Firefox 9.0 (subito corretto con la versione 9.0.1), Mozilla annuncia l’arrivo di Thunderbird 9.0, rinnovato per l’occasione ed ora facente uso dello stesso engine del browser, Gecko 9.
Engine che, secondo Mozilla, garantisce al client di posta di essere più reattivo sia in fase di avvio che di normale utilizzo, esattamente come leggiamo nelle relative note di rilasico.
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Mozilla Foundation dipende economicamente da Google, che risulta essere, però, l’altro attore della cosiddetta “guerra tra browser” (Internet Explorer di questo passo sparirà): siamo quindi di fronte ad un paradosso che vede BigG finanziare l’antagonista?
Nossignori, non ci sono paradossi: Google non guadagna con Chrome ma (grazie alla pubblicità) attraverso il suo motore di ricerca, ed è per questo che ogni click veicolato da Firefox (browser che possiede tuttora una importante quota di mercato) è vitale. Dimostrazione è il nuovo accordo stretto tra le parti, nonostante alcuni temessero l’inverosimile.
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La quasi totalità degli introiti di Mozilla deriva da accordi con Google: ogni anno il colosso di Mountain View versa milioni di dollari nella casse della mamma di Firefox in cambio dell’utilizzo del suo motore di ricerca come servizio predefinito.
Una così stretta dipendenza da Google potrebbe diventare un grosso problema, soprattutto ora che Chrome ha superato Firefox come quote di mercato: in molti si chiedono infatti quanto Google possa essere interessata a finanziare un progetto concorrente.
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