Rompendo una delle regole religiosamente rispettate dalla distribuzione madre (Debian), gli sviluppatori di Ubuntu hanno deciso di rendere immediatamente disponibili le nuove versioni dei software di casa Mozilla.
Prima di Ubuntu 11.10, per poter utilizzare le versioni più recenti di Firefox e Thunderbird era necessario utilizzare i pacchetti precompilati offerti da Mozilla o, in alternativa, ricorrere ad appositi PPA.
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Non di solo Firefox vive Mozilla, e per Thunderbird, l’eccellente client di posta della Foundation, è giunto il tempo dell’ottava release, a ricalcare la medesima major version del browser.
Al di là della maggiorazione del numero di release non c’è molto di cui parlare, se non appunto domandarsi perché sia in voga la moda di possedere il “numero di release più grosso” e soffermarci sull’unica primizia di rilievo: la gestione delle estensioni.
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Nonostante il team di sviluppo non si sia ancora pronunciato, sui mirror FTP di Mozilla Foundation è possibile già trovare Firefox 8, rilasciato per Linux, Mac, Windows e piattaforma Android come sempre. Le novità di questa versione sono piuttosto rilevanti, in quanto gli sviluppatori hanno deciso di rendere ancora più sicuro il controllo dell’utente sulle estensioni.
Sono stati implementati quindi dei dialoghi per consentire all’utente sin dal primo avvio come voglia estendere il proprio browser. Una cosa senza dubbio interessante, inoltre, è che sia stato introdotto come target di ricerca, oltre che il solito Google, anche Twitter tra i siti in cui effettuare ricerchie attraverso la barra degli indirizzi.
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Parte dei proventi di Mozilla Corporation proviene da accordi con Google: in cambio dell’utilizzo del suo motore di ricerca, il colosso di Mountain View versa nelle casse della mamma di Firefox parecchi milioni di dollari all’anno.
Con l’arrivo di Chrome, però, diverse persone all’interno di Mozilla (e non solo) hanno iniziato a domandarsi quali potrebbero essere gli effetti dell’interruzione di questo accordo e, per evitare di venir colti alla sprovvista, si è dato il via ad una serie di accordi sperimentali.
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Ci siamo: fra qualche ora Firefox 7 verrà promosso al canale release diventando la versione stabile del browser di casa Mozilla; nonostante la pagina di download non dia rilievo all’imminenza del rilascio, la notizia è confermata anche dai piani e dal wiki di Mozilla.
A differenza della precedente versione, Firefox 7 porta con sé un maggior numero di novità, tra le quali vale la pena segnalare la riduzione del consumo di memoria, l’introduzione di un nuovo meccanismo di render su sistemi operativi Windows e la sincronizzazione istantanea di segnalibri e password in Firefox Sync.
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Insoddisfatti dal (troppo rapido) nuovo ciclo di sviluppo di Firefox? Timorosi che la riduzione a cinque settimane per ogni nuova versione del panda rosso possa spingervi a cambiare browser? Il Mozilla Enterprise User Working Group potrebbe avere la soluzione ai vostri problemi (e a quelli delle grandi aziende).
Riattivato circa due mesi fa, questo gruppo ha l’obiettivo di indicare a Mozilla possibili strategie per coniugare la necessità di innovazione in Firefox con le esigenze del settore enterprise.
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Decisa a competere con Google nel campo dell’innovazione Web, Mozilla ha annunciato la nascita di Boot to Gecko (B2G), un progetto che mira alla creazione di un sistema operativo che sfrutti appieno le potenzialità delle tecnologie Web.
Trattandosi di un sistema indirizzato ai dispositivi mobile/handheld, Mozilla dovrà implementare le API necessarie all’utilizzo delle loro funzionalità tipiche: telefonia, messaggistica, Bluetooth sono solo alcuni dei campi su cui Boot to Gecko dovrà avventurarsi.
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Se c’è un campo in cui Firefox continua a inseguire i browser concorrenti questo è sicuramente quello della separazione dei processi: nonostante il progetto Electrolysis e la separazione dei plugin dal resto del browser, infatti, il panda rosso non vanta le stesse capacità di Chrome/Chromium e Internet Explorer.
Dato che attualmente solo la versione mobile di Firefox adotta un comportamento simile a quello dei browser concorrenti, Mozilla intende dedicare risorse e tempo per implementare un meccanismo simile anche sulla versione desktop.
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