La notizia è di quelle che certamente darà da pensare: NVIDIA entrerà ufficialmente a far parte di Linux Foundation.
Ce lo anticipa il solito Phoronix – ed è lo stesso sito
a dar voce ad alcune riflessioni non troppo speranzose sul buon esito di questa collaborazione per quel che riguarda gli utenti finali. Al di là del comunicato ufficiale (di cui, al momento in cui scrivo, non v’è ancora traccia) quel che è certo è che NVIDIA si unisce al già ben nutrito elenco di aziende facenti parte della Linux Foundation tra cui Yahoo, Broadcom, Dell, HP, IBM, AMD, Intel, Novell, Canonical e Qualcomm, Adobe.
Ebbene, certamente i casi più controversi non si sono risolti: Adobe Flash è e resterà software proprietario (con tutto il paradosso di Flash solo per Chrome), i driver AMD/ATI sono sempre un blob binario e l’equivalente open source non gode di tutte le funzionalità, e lo stesso si può certamente dire per il modulo NVIDIA e la sua alternativa Nouveau. Un po’ meglio sembrerebbe andare in ambito embedded (piattaforma Tegra).
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Nell’odierna sessione di benchmark di Phoronix vengono comparati il driver open source Nouveau, basato sull’architettura Mesa Gallium3D e scritto mediante reverse-engineering del driver proprietario nVidia, e lo stesso driver ufficiale, sia su Linux 2.6.38 che su Linux 2.6.39 (development).
L’accoppiata Nouveau e Linux 2.6.39, come vedremo, sancisce un deciso passo avanti per le performance grafiche dello stack interamente open per le GPU nVidia.
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Alla Game Developers Conference di San Francisco, Khronos Group ha rilasciato la versione 1.0 della specifica WebGL, particolarmente adatta al nascente settore del gaming per HTML5.
Neil Trevett di nVidia, nella sua veste di presidente di Khronos Group, non manca di palesare la sua soddisfazione, poiché, dopo due anni di lavoro, il completamento delle specifiche permetterà ai browser che utilizzino le loro API di entrare in “full production”.
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Ubuntu Gamer propone un interessante articolo circa la scelta di quale sia la migliore scheda grafica, in relazione alle peculiarità dei rispettivi driver più che alle prestazioni dell’hardware, e tutto ciò chiaramente in ambiente Linux (Ubuntu, specificatamente, ma poco cambia per altre distribuzioni).
Come già abbiamo avuto modo di esporre, nVidia, oltre alla messa a punto di tecnologie interessantissime quali VDPAU, sforna (e tiene aggiornati) driver grafici per Linux per tutti i suoi nuovi hardware e dalle prestazioni più o meno equivalenti a quelli per i sistemi Microsoft Windows, con l’unica “pecca” di rilasciare gli stessi closed source.
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Come è stato il 2010 per ciò che riguarda i driver grafici proprietari Linux? Phoronix non si è riposato nemmeno per le vacanze natalizie e prova a darci risposta. La digressione (con tanto di benchmark) sui driver grafici ATI/AMD Catalyst per i processori grafici Radeon segue a pochi giorni di distanza la precedente puntata del “year in review” circa i driver proprietari nVidia per il nostro sistema operativo preferito.
Sulle novità dell’anno: nVidia, sebbene tratti con i guanti gli utenti Linux, regalandoci tecnologie interessantissime quali VDPAU e sfornando driver grafici per tutti i suoi nuovi hardware e dalle prestazioni più o meno equivalenti a quelli per i sistemi Microsoft Windows, non ha per il momento intenzione di “innovarsi” più che tanto, negando esplicitamente il supporto a Wayland, il primo vero tentativo di pensionare XFree / X.Org.
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Il progetto Nouveau si propone di creare una reimplementazione “clean room” dei driver NVIDIA distribuita secondo i termini di una licenza libera.
Sebbene le funzionalità di supporto a Gallium e alla grafica 3D in generale siano alquanto acerbe, da pochi giorni è possibile impostare frequenze di clock arbitrarie sulla scheda, effettuando un overclock a tutti gli effetti.
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A quanto pare l’annuncio di Mark Shuttleworth secondo cui l’intenzione di Ubuntu sarebbe quella di sostituire gradualmente Xorg con Wayland non è destinato ad avere poi un così grande seguito; la volontà di Canonical infatti non pare avere riscontri positivi presso le aziende produttrici di hardware e driver. Dopo l’annuncio di Intel di voler continuare a mantenere Xephyr infatti, anche nVidia sbarra il cammino di Ubuntu: è stato annunciato che non verranno prodotti driver compatibili con Wayland.
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Poco prima di lanciare la sua nuova serie di processori grafici, nVidia ha annunciato l’intenzione di non supportare più il driver open source “nv” per le proprie GPU, lasciando di fatto i promettenti dispositivi GTX 400 “Fermi” (le prime ad offrire supporto a OpenGL 4.0) orfani di un driver aperto.
Con la recente inclusione all’interno dei nuovi kernel, il progetto Nouveau si pone come valida alternativa al driver “nv”, ma il supporto per le nuove GPU potrebbe tardare, a causa dell’elevato costo delle schede video dotate di tali chip grafici che gli sviluppatori necessitano per applicare le tecniche di reverse-engineering.
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Nonostante in queste ultime settimane non se ne sia parlato molto, lo sviluppo di Google Chrome OS procede ad un buon ritmo, anche grazie ai contributi che che continuano ad arrivare da numerosi produttori hardware.
Tra le più attive figura Samsung, intenzionata a commercializzare entro la fine dell’anno un dispositivo con batteria da 12 ore; vista la durata della batteria e considerando numerosi commit (oltre ad alcune dichiarazioni) non è da escludere che Chrome OS supporterà anche la piattaforma ARM.
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Con una mossa probabilmente dettata dalla sempre maggiore maturità di Nouveau, nVidia ha comunicato che la versione libera del suo driver video non verrà più sviluppata in maniera attiva e che il supporto alle schede della famiglia Fermi sarà disponibile solo attraverso il driver proprietario.
In passato nVidia aveva curato lo sviluppo di xf86-video-nv, un driver libero per X.org estremamente semplice, sprovvisto di supporto all’accelerazione 3D, al risparmio energetico e altre funzionalità avanzate che però risultava spesso utile nelle situazioni in cui ci fossero problemi con il driver proprietario.
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