Settimana dopo settimana, Oracle prosegue nella sua opera di revisione dell’offerta relativa ai prodotti ereditati da Sun; dopo il cambio di licenza per Solaris e le novità di MySQL 5.5, l’ultimo software a subire modifiche è stato il plugin ODF per Microsoft Office.
Sviluppato da Sun per permettere agli utenti di Office di leggere e modificare i file nativi di OpenOffice.Org (ODF), il plugin è sempre stato liberamente disponibile al download.
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Poco più di una decina di giorni fa si era parlato su questo blog dei problemi di interoperabilità nell’utilizzo del formato ODF tra Microsoft Office e le altre office automation suite presenti sul mercato, tra cui ovviamente anche quelle open source. Il post si era soffermato sull’analisi effettuata da Rob Weir, uno degli esperti di IBM. Rob aveva dimostrato che il nuovo supporto ODF presente in Microsoft Office 2007 SP2 ha problemi nel gestire gli “spredsheet” oxs contenenti formule matematiche.
A distanza di una quindicina di giorni arriva anche l’accusa formale della ODF Alliance, il consorzio di aziende che sponsorizzano e promuovono l’utilizzo dell’omonimo formato ODF (Open Document Format). È stato diffuso un documento in cui si riassumono i più importanti punti di incompatibilità di Microsoft Office 2007 SP2. Di questi i più importanti sono:
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OpenDocument Format (ODF) è uno standard che si sta lentamente affermando nell’ambito dei software per la produttività da ufficio. Il suo obiettivo è quello di definire un insieme di regole standard e diversi formati XML per la rappresentazione di documenti elettronici quali documenti di testo (odt), fogli di calcolo (ods), presentazioni (odp), grafici (odg), formule ed equazioni matematiche (odf), object-oriented database (odb). Attualmente le versioni dello standard più utilizzate sono la 1.0, 1.1 e 1.2.
Le diverse “office automation suite” commerciali e Open Source hanno più o meno iniziato ad implementare una di queste versioni dello standard già da tempo. Quindi, ad oggi dovrebbe già esserci un certo grado di interoperabilità tra i diversi prodotti.
Proprio per capire qual è lo stato dell’arte, Rob Weir ha pubblicato sul suo blog il risultato di una sua ricerca mirata a verificare l’interoperabilità nella gestione degli dei fogli di calcolo tra alcune versioni suite da ufficio.
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Se la posizione espressa da Mark Shuttleworth sull’approvazione dello standard di Microsoft è abbastanza netta, decisamente più aperta è invece quella di OpenOffice. Ad aprire le danze è stato il responsabile marketing di OpenOffice.org, Mark McCreesh, confermando che la suite open source supporterà il formato OOXML sia in lettura che in scrittura.
Ad ogni modo McCreesh non ha negato che effettivamente potrebbero esserci state delle irregolarità nel processo di approvazione e che lo standard approvato è talmente complesso che la stessa Microsoft potrebbe avere problemi ad implementarlo (lo standard differisce per circa il 25% dal formato attualmente utilizzato da Office 2007). Simile è il punto di vista espresso dal PLIO in una recente intervista.
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In molti hanno lottato perché ciò non accadesse, ma gli sforzi sono stati vani: il formato di casa Microsoft Office Open XML è stato approvato come standard dalla International Organization for Standardization, meglio nota come ISO.
Come previsto, quindi, le votazioni hanno avuto esito positivo per la società di Redmond, dopo che nel passato un’identica richiesta di approvazione come ISO era stata respinta dall’organizzazione che si occupa degli standard a livello internazionale.
Le percentuali necessarie per la vittoria erano di almeno due terzi dei voti favorevoli e non oltre il 25% dei voti contrari. Microsoft non ha avuto problemi ad ottenere tali percentuali.
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