Sugar Labs è la compagnia no-profit che si occupa dello sviluppo del software degli OLPC. In questi giorni ha rilasciato una interessante versione del suo prodotto: Sugar on a Stick Beta. Si tratta di una distribuzione Linux ricavata da Fedora 11 Beta, e pensata per il mondo Desktop piuttosto che per One Laptop per Child (OLPC).
La dimensione dell’immagine è poco più di 1GB, ed è pensata per il boot da USB. Il sistema di avvia con una User Interface personalizzata, pensata prettamente per i bambini e i ragazzi. I colori e la disposizione degli oggetti sullo schermo sono pensati per attrarre l’attenzione dei più piccoli e facilitare l’utilizzo del sistema. Le note di rilascio contengono anche diversi screenshoot della User Interface nelle diverse “localizzazioni” impostabili.
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Il progetto One Laptop Per Child, purtroppo, non ha sortito gli effetti sperati: qualche tempo fa si parlava addirittura della possibilità, presa in esame dai cuoi creatori, di abbandonare il software open source in favore di quello closed.
I recenti tagli nello sviluppo del progetto ne confermano l’insuccesso ma Nicholas Negromonte, colui che ha dato avvio alla missione OLPC, ha intenzione di portare avanti la sua idea e sta cominciando a gettare le basi per la versione 2.0, nome in codice XO2.
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Non si tratta dell’ultima illazione ma di una seria possibilità presa in considerazione dal fondatore del progetto Nicholas Negroponte: il One Laptop Per Child potrebbe ridimensionare l’utilizzo di software libero e open source ed eventualmente puntare sull’utilizzo di Microsoft Windows.
Il progetto OLPC, per quanto nobile negli intenti, ha visto volumi di vendita parecchio inferiori alle aspettative, e questo ha portato i massimi capi (il presidente ha addirittura rassegnato le dimissioni) a rivedere alcuni aspetti del progetto. Se all’inizio la scelta di utilizzare solo free software era stata perentoria e fuori discussione (tanto da rifiutare l’offerta di Steve Jobs per l’utilizzo gratuito di MacOSX), questa scelta è ora messa in discussione. È proprio lo stesso Negroponte a dire che il software open source che equipaggia il notebook è stato trattato con troppo “fondamentalismo”, dimenticando che il computer XO deve essere pensato per i bambini e non per la diffusione del software libero e il contrasto al predominio di Windows.
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GreenOS è un sistema operativo basato su Ubuntu Gutsy 7.10, studiato appositamente per il computer gPC TC2502, un computer economico, venduto a 199 dollari, prodotto da Everex, destinato a chi non vuole spendere molto e chiede solo al proprio PC di poter navigare, ascoltare e vedere contenuti multimediali, scrivere ed usare fogli elettronici.
Google non centra con questo progetto anche se è un sistema operativo basato principalmente sulle applicazioni google, come viene specificato anche nella pagina di benvenuto del browser o nel menù.
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Il progetto One Laptop per Child (OLPC), nato dall’idea di Nicholas Negroponte e sviluppato al M.I.T., si propone di fornire ai bambini di tutto il mondo (e in particolare a quelli dei paesi in via di sviluppo) un piccolo computer portatile dedicato all’apprendimento e, soprattutto, “l’opportunità di esplorare, sperimentare ed esprimere se stessi“, come affermato sul sito del progetto in questione.
Vista la particolare destinazione delle macchine prodotte, il bisogno di una interfaccia particolare che si discostasse dalla solita “interfaccia businness” dei desktop attuali, ha portato allo sviluppo di Sugar OS, una distribuzione linux sviluppata da Red Hat appositamente per il progetto One Laptop per Child.
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