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Davide Falanga -
Martedì 6 Luglio 2010 alle 11:04

Buone notizie in arrivo per il futuro di OpenOffice: gli sviluppatori hanno infatti annunciato tramite uno dei blog ufficiali del progetto che la suite per l’ufficio Open Source utilizzerà GStreamer come framework per la riproduzione di contenuti multimediali, siano essi audio o video.
La scelta è caduta su GStreamer a causa dell’enorme successo di tale framework nel panorama Unix e Linux, per cui gli sviluppatori hanno deciso di abbandonare l’attuale beckend, sviluppato inizialmente da Sun. Tale strumento, inizialmente, poteva essere un’arma in favore di OpenOffice in quanto cross-platform, ma col tempo ci si è resi conto che non è al passo coi tempi.
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Michele C. Soccio -
Martedì 22 Giugno 2010 alle 10:10

Sono i giorni di Office 2010, e tra le tante interviste “promozionali” rilasciate dai vertici di Microsoft, capita che ci sia anche qualche giornalista che chieda conto della concorrenza di OpenOffice ottenendo come risposta che la suite da ufficio Open Source non è un prodotto adeguato nemmeno a “livello hobbistico”.
Questo almeno è il parere ufficiale di Fabrizio Albergati, responsabile Information Worker Business Group di Microsoft, secondo cui diversi bachi non risolti e alcuni problemi, ad esempio quello sulla “fedeltà della formattazione dei documenti”, e la minima quantità di persone che ci lavorano sopra che si traduce in un ritardo nella correzione di bachi e problemi, mettono OpenOffice un gradino sotto Office XP (classe 2002), figuriamoci se si può azzardare un paragone con Office 2010.
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beren75 -
Lunedì 10 Maggio 2010 alle 17:05

La Free Software Foundation sembra sia ai ferri corti con il consiglio di amministrazione di OpenOffice.org. La disputa è tutta incentrata sulla questione delle estensioni.
OpenOffice, come ben sappiamo, include il supporto alle estensioni. Installando componenti aggiuntivi è possibile ampliarne le funzionalità. Ebbene non tutte le estensioni sono però free software o distribuite con licenze compatibili con quelle FSF. La Free Software Foundation, nella persona del direttore Esecutivo Peter Brown, ha chiesto formalmente al consiglio di amministrazione di OpenOffice.org di rendere pubblica la lista delle estensioni proprietarie e di escluderle eventualmente dai repository del progetto:
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Davide Falanga -
Martedì 16 Febbraio 2010 alle 10:36

Cambio di rotta per Ubuntu Netbook Remix: dopo che gli sviluppatori hanno deciso di sostituire OpenOffice.org con Google Docs, non si è fatta attendere la risposta degli utenti. Purtroppo per il team Canonical, tale risposta è stata negativa: agli utenti, infatti, non è piaciuta tale decisione, motivo per cui sul blueprint relativo alle applicazioni di tale derivata di Ubuntu sono apparsi numerosi commenti negativi.
Gli sviluppatori hanno dunque deciso di dare ascolto alla voce dei propri utenti, come conferma anche il commento lasciato da Rick Spencer, uno dei responsabili dello sviluppo di Ubuntu Netbook Remix:
All in all IT seems that users and community members would really prefer that we ship OOo for the editing suite.
We discussed a bit in #ubuntu-desktop this morning and decided that we should probably switch back to OOo, which we will do on Monday if we don’t hear anything that makes us change our minds again.
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Andrea de Palo -
Venerdì 12 Febbraio 2010 alle 10:35

Visti i probabili ritardi nel rilascio di Squeeze molti utenti Debian dell’ultim’ora potrebbero essere tentati di passare ai rami di sviluppo o, peggio, cambiare distribuzione per avere del software più aggiornato.
In realtà per numerosi pacchetti questo non è necessario grazie alla presenza di un repository ufficiale poco conosciuto ma, col passare del tempo, sempre più ricco di software aggiornato: il repository backports.
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Andrea de Palo -
Mercoledì 10 Febbraio 2010 alle 14:30

Se la definizione di netbook come alternativa ai più ingombranti portatili è ormai comunemente accettata, individuare con precisione scientifica quali siano gli usi di questi dispositivi sembrerebbe essere ancora una questione complessa.
Gli ultimi ad inciampare in questa problematica sono stati gli sviluppatori di Ubuntu Netbook Remix che, convinti dell’inutilità di una suite per ufficio su un netbook, hanno sostituito OpenOffice.org con Google Docs.
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Davide Falanga -
Mercoledì 10 Febbraio 2010 alle 10:18

Dopo ben 5 Release Candidate, OpenOffice.org 3.2 vede finalmente la luce: gli sviluppatori non hanno ancora dato l’annuncio di tale rilascio, ma sui server sono già disponibili i pacchetti ufficiali per l’installazione, sia per ambienti Windows che per Linux.
Le nuove caratteristiche di OpenOffice 3.2, però, sono già note, grazie anche a questa pagina ricca di informazioni. In particolare, la nuova versione della suite per l’ufficio Open Source offre tempi di avvio ridotti del 46%, e un passo in avanti per quanto riguarda la gestione di diversi tipi di file.
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Andrea de Palo -
Venerdì 5 Febbraio 2010 alle 11:34

Se in Danimarca gli studenti snobbano OpenOffice.org, in Germania le cose sembrerebbero andare in modo diverso: un recente studio avrebbe infatti attestato al 21% l’utilizzo della suite libera (traduzione inglese) da parte degli utenti tedeschi.
Il metodo utilizzato per ottenere questi dati è diverso dal solito ma, come in ogni caso, suscettibile di critiche: attraverso del codice Flash/JavaScript presente, stando agli autori, in più di centomila pagine Web si sono individuati i font presenti sul PC dell’utente e da questi si è risaliti alla suite d’ufficio installata.
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Michele C. Soccio -
Lunedì 25 Gennaio 2010 alle 12:18

Non lascia adito ad interpretazioni un recente studio interno condotto in Danimarca per valutare la sostituzione della suite di Microsoft con l’agguerrita alternativa open sponsorizzata dall’ormai “defunta” Sun. Gli studenti hanno bocciato OpenOffice, ritenendolo ben lontano da Microsoft Office sia per usabilità che per risultati ottenuti.
Le versioni utilizzate sono state OpenOffice.org 3.1 e Microsoft Office 2007. Lo scontro ha riguardato solo gli applicativi per la scrittura testi (Word contro Writer) e per le presentazioni (Powerpoint contro Impress). Impress, in particolare, è uscito con le ossa rotte: rispetto alla controparte proprietaria, gli studenti lo hanno ritenuto troppo lento e dedito a crash improvvisi, con problemi nell’importazione dei suoni e difficoltà nel design delle slide.
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beren75 -
Venerdì 22 Gennaio 2010 alle 15:12

Gnome Zeitgeist sarà una delle tecnologie alla base del futuro Gnome 3.0. Anzi, Gnome Zeitgeist è una delle tecnologie alla base di Gnome 3.0. Infatti, quello che solo qualche anno fa sembrava un risultato irraggiungibile oggi è diventato realtà. GNOME Zeitgeist esiste, è tra noi, ed è possibile già usarlo grazie ad applicazioni come GNOME Activity Journal.
Facciamo chiarezza. Gnome Zeitgeist è una tecnologia innovativa, che consente di gestire il filesystem e il PC. In effetti Gnome Zeitgeist è a tutti gli effetti un file manager, ma è diverso da quelli tradizionali usati fino ad oggi. Esso oltre all’accesso ai file, quindi ai dati, si fa carico di gestire per ciascun file anche dei metadati, cioè delle informazioni aggiuntive.
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