Dopo un periodo di silenzio, Apache Foundation ha condiviso con la comunità lo stato attuale di OpenOffice ed i piani relativi al 2012; pur dovendosi confrontare con un progetto già attivo (i rilasci di LibreOffice avvengono regolarmente), Apache Foundation sembra volersi prendere tutto il tempo necessario al “riavvio” del progetto.
Dalla lettera pubblicata sul blog della fondazione, infatti, appare evidente come Apache Foundation intenda consolidare il terreno prima di dare il via a nuovi sviluppi.
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La Francia non è l’unica a dare avvisaglie di un cambio d’aria nella pubblica amministrazione: il sindaco di Monaco infatti proprio negli ultimi giorni in una sua lettera aperta ha dichiarato come i computer degli enti pubblici europei abbiano la necessità di utilizzare LibreOffice od OpenOffice.
Christian Ude infatti, in qualità di primo cittadino della città tedesca, ha ricordato come in realtà più che il sistema operativo in sé utilizzato dalle macchine, sia importante l’apertura dei dati prodotti all’interno dei ministeri: a suo parere bisogna “rimanere aderenti all’uso di standard aperti e all’utilizzo di software open source”, dato che in questo modo la conoscenza pubblica può rimanere accessibile in maniera invariata anche per quanto riguarda il futuro.
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The Document Foundation ha lanciato da ieri il progetto di certificazione per LibreOffice. Cinque le possibilità offerte:
- migrazione;
- integrazione;
- sviluppo;
- training;
- supporto.
La certificazione sarà personale e le organizzazioni potranno conseguirla se avranno tre membri certificati in diversi settori. Con una persona certificata per settore si conseguirà il massimo livello: Migration Competence Center.
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Qual è il motivo per cui Linux non sfonda sui desktop? Trovo molto interessante una risposta in cui mi sono imbattuto su Quora e che mi piace proporre qui dopo l’ampia discussione scaturita dal post sui nuovi desktop Linux.
L’autore della risposta è Dheera Venkatraman, graduate student del Mit. Non una voce autorevole, ma che propone interessanti osservazioni. Ecco in sintesi la sua spiegazione:
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Oracle continua nel processo di disimpegno di OpenOffice: dopo aver delegato alla comunità il compito di sviluppare e curare l’evoluzione di OpenOffice.org, il gigante dei database ha deciso di trasferire l’intera codebase all’Apache Foundation.
ZDNet riprende le dichiarazioni di Luke Kowalski, a capo dell’Oracle Corporate Architecture Group:
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È di pochi giorni fa l’annuncio da parte di Oracle di voler rilasciare OpenOffice.org alla comunità, rinunciando quindi alla versione commerciale della celebre suite per l’ufficio ma escludendo di fatto la possibilità che la stessa Oracle potesse continuarne lo sviluppo.
Le notizie dal blog della Document Foundation però non sembrano più confortanti: in un recente articolo infatti, dichiarano di non voler riunire LibreOffice e OpenOffice.org in un unico progetto, fermo restando che siano comunque disposti a includere nuovi membri e nuovi partner.
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Sono passati ormai mesi da quando molti dei volti noti di OpenOffice.org si sono staccati dall’organizzazione per confluire in LibreOffice, e i fondatori della nuova suite hanno lasciato l’OpenOffice.org Community Council; oggi dunque, è disponibile per il download la prima versione stabile del software: LibreOffice 3.3.
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I fatti sembrano concordare con le promesse date: Oracle rilascia (a ben due anni di distanza dalla major version precedente ad opera di Sun) MySQL 5.5, puntualizzando, a voce di Monica Kumar, senior director of product marketing di Oracle, che il database server MySQL nel suo rilascio 5.5 offre miglioramenti significativi in termini di performance e stabilità e che, oltre a tali frasi di rito, Oracle stessa è pienamente dedicata al miglioramento dell’RDBMS.
La presente versione, che contempla finalmente come engine di default InnoDB, fornisce capacità di replicazione semi-sincrona per tutti i suoi storage engine, il supporto a SIGNAL/RESIGNAL (gestore di eccezioni per le stored procedure) e il Performance Schema per il monitoraggio delle prestazioni runtime del server.
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Datamation anticipa il futuro prossimo di LibreOffice, fork di OpenOffice, annoverando i punti cardine circa lo sviluppo della suite, così come esposti dal team di The Document Foundation.
La fondazione, forte dell’appoggio di un buon numero di programmatori della “vecchia guardia”, e conscia che il codice è obsoleto e (a quanto si legge da più parti) mal scritto, promette i miglioramenti che seguono.
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