L’intervista che Linus Torvalds ha recentemente rilasciato al magazine online Computer World, in occasione dell’evento Linux Conference Australia è stata ricca di contenuti.
Torvalds, oltre ad annunciare il suo passaggio al Desktop Environment Gnome, abbandonando di fatto l’utilizzo di KDE, ha anche parlato di come potrebbe evolvere l’attuale situazione dei file system presenti nel Kernel Linux.
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Come da programma Sun ha rilasciato OpenSolaris 2008.11, la sua distribuzione basata su kernel Solaris. Disponibile come download gratuito, OpenSolaris 2008.11 risolve la maggior parte dei difetti di gioventù della precedente versione, aggiungendo novità destinate ad accentuare la differenza con Linux, grazie ad alcune tecnologie di casa Sun.
È il caso del Time Slider (di cui avevamo già parlato), perfettamente integrato in Gnome e in grado di utilizzare le funzioni di versioning di ZFS, il file system di cui Sun va più che giustamente orgogliosa, per mostrare la “storia” dei file memorizzati sul disco fisso e recuperarne le versioni salvate in passato. Unica controindicazione è la maggiore richiesta di spazio libero.
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Avete presente la Time Machine di Mac OS X? Bene, perché OpenSolaris si è messo in testa di fare di meglio.
OpenSolaris è il progetto open source di Sun nato dopo il rilascio del kernel e delle librerie di Solaris sotto la licenza CDDL. Da Maggio è però diventato anche una distribuzione ufficiale di Sun, curata da Ian Murdock, il creatore di Debian GNU/Linux. Attualmente siamo alla prima versione, la 2008.5, e per Novembre si attende un nuovo rilascio.
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Il lavoro svolto da Ian Murdock è infine approdato ad una versione stabile con OpenSolaris 2008.5. Precedentemente noto come Project Indiana, OpenSolaris è un sistema operativo destinato ai PC (niente SPARC!) sviluppata da Sun basato (manco a dirlo) sul kernel SunOS 5.11 e rappresenta l’alternativa open al noto Solaris, in maniera simile a quanto già fanno RedHat con Fedora e Novell con openSuse.
L’ammiccamento al mondo Linux è più che un’impressione: il Live CD parte e si installa in maniera molto simile a Ubuntu, e le applicazioni incluse (Gimp 2.4, Firefox 2, Thunderbird 2) ricalcano i software che normalmente troviamo delle distribuzioni Linux più aggiornate. A far sentire a casa l’utente ci pensa Gnome 2.22, lo stesso di Ubuntu Hardy, e per concedere anche alle finestre la loro giusta dose di treddì, non può certo mancare Compiz 0.7.4, con tanto di driver video aggiornati e inclusi già nell’installazione di base.
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In attesa che l’ormai prossimo Project Indiana si presenti in veste definitiva, eccoci oggi a commentare l’ultimo rilascio di BeleniX, interessante distribuzione GNU/Solaris giunta in questi giorni alla versione 0.7. Si tratta di un sistema operativo completamente aperto, basato sul progetto OpenSolaris e disponibile sotto forma di LiveCD.
BeleniX 0.7, come fosse una qualunque distribuzione Linux, si presenta con un discreta dotazione software a corredo, sfoggiando KDE come desktop environment predefinito. La scelta dei programmatori è ricaduta sulla KDE 3.5.8 e questo poiché lo stesso team di sviluppo considera ancora poco matura la pur stabile KDE 4.
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Conosciuta in precedenza con il nome DamnSmallSolaris, MilaX è una LiveCD che fa del minimalismo la sua forza. Come Damn Small Linux (DSL), MilaX è contenuta in un’immagine ISO di soli 60MB ma, a differenza di DSL, è basata su Solaris Nevada b81.
Partita come un esperimento, MilaX è diventata una LiveCD OpenSolaris che permette di provare il sistema operativo della Sun ed eventualmente installarlo su pendrive, dischi USB ma anche su computer con hardware obsoleto.
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È innegabile che Sun stia facendo grandi cose per l’opensource, basti pensare all’acquisizione di MySQL e VirtualBox, a progettoni del calibro di OpenOffice e all’apertura storica di Java. Nonostante tutto questo, a qualcuno non vanno tanto giù alcuni comportamenti della società capitanata da Jonathan Schwartz.
Si tratta, nella fattispecie di Roy Fielding, già noto come uno dei fondatori di Apache, che ha deciso di lasciare la community di OpenSolaris in seguito alle decisioni di Sun sulla protezione del marchio OpenSolaris ®.
Infatti, Sun ha deciso di non essere troppo generosa nel concedere l’utilizzo del marchio registrato OpenSolaris aperto, neppure con la stessa community, considerandola un soggetto terzo invece che una parte stessa del progetto.
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Per tutti gli appassionati del sistema operativo Sun basato su GNU/OpenSolaris, è stata rilasciata da qualche giorno OpenSolari Indiana Developer Preview 2. Come dice il nome stesso, questa release è un anteprima di OpenSolaris dedicata agli appassionati e agli sviluppatori. Non può essere definita stabile perché non tutti i bug sono stati corretti.
“Indiana” è un progetto gestito dal papà di Debian, Ian Murdock, che punta alla creazione di una distribuzione basata sui sorgenti di OpenSolaris. Verrà incluso un semplice installer, un look moderno e l’introduzione di un sistema di gestione pacchetti online.
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Come ben noto, le distribuzioni GNU/Linux sono formate, come dice lo stesso nome, dal sistema operativo GNU e dal Kernel Linux. Questi sono due elementi indipendenti uno dall’altro, per cui nulla vieta di combinarli con altre soluzioni.
Questo è quanto realizzato dal team di Nexenta, un sistema operativo basato su GNU ma che fa uso delle potenzialità del kernel di OpenSolaris, nome che fa capo al colosso informatico Sun Microsystem.
Giunto alla seconda release candidate, ingloba al suo interno numerosi tool già visti in ambito Linux, come ad esempio il package-manager apt-get, tipico di Debian/Ubuntu, che sfrutta i repository di queste due distro.
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