Dopo il completamento dell’acquisizione di Novell da parte di Attachmate, avvenuta lo scorso 27 aprile, resta da capire quale sia il percorso scelto da quest’ultima per la nuova consociata.
Su ZDNet è stata pubblicata un’intervista con il CEO di Attachmate Jeff Hawn, che rivela le scelte fatte per le nuove acquisizioni.
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Tempo di pensionamenti in casa Ubuntu e openSUSE: entrambi i progetti si apprestano infatti a terminare il supporto a vecchie versioni delle rispettive distribuzioni.
Partiamo da Ubuntu…dal 29 aprile, Ubuntu 9.10 Karmic Koala non riceverà più nessun tipo di aggiornamento; gli utenti possono aggiornare alla versione 10.04 (una versione LTS che verrà supportata fino al 2013) o procedere con un’installazione da zero di una qualsiasi altra versione di Ubuntu (magari converrebbe aspettare l’arrivo di Natty Narwhal).
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Dopo otto mesi di sviluppo, il progetto openSUSE ha annunciato la disponibilità della versione 11.4 dell’omonima distribuzione; come anticipato nelle milestone che hanno preceduto il rilascio finale, openSUSE è basata su Linux 2.6.37 ed è la prima distribuzione ad offrire un desktop basato su KDE 4.6.
Sul versante degli altri desktop environment supportati, openSUSE 11.4 offre GNOME 2.32 (inclusivo di un’anteprima di GNOME Shell), Xfce 4.8 e LXDE 0.5; sempre sul fronte desktop, openSUSE 11.4 integra LibreOffice e Firefox 4.
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Una delle sorgenti di potenziali problemi, specie per le aziende che producono software distribuito solo in formato binario, ma anche per quegli utenti provenienti dal mondo Windows, è la grande abbondanza di formati per la distribuzione di pacchetti; come se ciò non bastasse, la gestione delle dipendenze non è univoca, e l’utilizzo dello stesso formato di impacchettamento su due distribuzioni diverse non garantisce l’utilizzabilità degli archivi creati, anche in caso di parità di architettura hardware.
I tentativi per superare questo problema sono stati molteplici, e coronati da scarso successo; ciò, evidentemente, non ha scoraggiato alcuni sviluppatori Fedora, Debian, Ubuntu, openSUSE, Mandriva e Mageia dal riunirsi presso l’ufficio di Norimberga di SUSE per proseguire sulla strada del negoziato che dovrebbe portare al sistema unificato AppStream, uno di quegli app store tanto temuti da Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia.
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Il ciclo di sviluppo di openSUSE 11.4 volge al termine: gli sviluppatori hanno infatti reso disponibile la sesta e ultima milestone, comunicando ai tester che il prossimo rilascio sarà una release candidate.
Considerato questo aspetto, openSUSE 11.4 M6 include tantissime novità e definisce la fisionomia della versione finale: HAL è stato definitivamente rimosso, SysV ha avuto la meglio sul nuovo systemd, WebYaST è stato integrato e i tre principali desktop environment sono stati aggiornati.
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Nonostante la settimana di ritardo rispetto la tabella di marcia iniziale, è stata rilasciata openSUSE 11.4, la quarta milestone della distro del lucertolone.
La rinnovata attenzione di openSUSE nel progetto KDE è subito evidente: la versione 11.4 includerà infatti KDE 4.6 (attualmente in beta) ma, sul versante GNOME, si limiterà ad adottare l’ultimo rilascio del ramo 2, la versione 2.32 rilasciata in settembre.
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Prima le voci su Ubuntu (con relativa smentita), adesso openSUSE: sembra che alcune tra le distribuzioni maggiormente orientate all’utente medio vogliano provare ad utilizzare, almeno in parte, il paradigma rolling release che ha fatto la fortuna di distribuzioni come Arch Linux.
OStatic riporta le dichiarazioni di Greg Kroah-Hartman, kernel hacker tra i più noti che lavora per la distribuzione di Novell.
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