Buone nuove in arrivo da GNOME: con un tempismo perfetto rispetto alla RoadMap prevista, ecco che gli sviluppatori dell’ambiente desktop basato sul toolkit grafico GTK+ hanno rilasciato GNOME 2.26, dopo 6 mesi di sviluppo e tanto lavoro svolto per migliorarlo sempre di più.
Le novità in arrivo con questa release sono diverse, tutte elencate all’interno delle note di rilascio, come sempre chiare e corredate di screenshot dimostrativi. Vediamo quali sono le principali innovazioni di GNOME 2.26.
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PulseAudio, il server sonoro che gira sopra il più classico ALSA, è stata la croce e delizia di Ubuntu Hardy. Molti utenti ne lamentavano i problemi con applicazioni che si ammutolivano, ma sembra che con Ubuntu 8.10 le cose vadano meglio. Soprattutto molti si chiedono a cosa serva di preciso.
PulseAudio può svolgere una funzione importante di interfaccia tra le applicazioni audio e la struttura sottostante di ALSA. Invece di un dialogo “diretto”, PulseAudio si incarica di raccogliere le richieste delle diverse applicazioni e poi smistarle verso ALSA.
Il risultato è che possiamo fare diverse cose: la più comune è quella di abbassare o alzare il volume di una applicazione direttamente dall’interfaccia di Pulse, regolandolo in base al volume di altre applicazioni.
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Il sound server Pulse Audio, che qualcuno paragonò a Compiz per l’audio, sta per arricchirsi di una nuova caratteristica, per brevità identificata dallo stesso autore come glitch-free.
Si tratta di una patch, abbastanza corposa e complessa a dire il vero, per rendere Pulse Audio indipendente dalla gestione delle schede audio dei campioni da mandare in play. Il sistema attuale prevede di dividere lo streaming audio da inviare alla scheda sonora in frammenti, tutti uguali e configurabili solo all’avvio della scheda. La mancanza di flessibilità è, fra l’altro, la principale causa dei glitch ascoltabili su alcuni sistemi in particolari condizioni: dovendo attendere un certo tempo prestabilito alcune applicazioni non possono agire d’anticipo per riempire il buffer audio, che così si svuota (condizione di underrun).
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Oggi mi sono imbattuto in un progetto particolarmente interessante: PackageKit, che si propone come il risolutore dell’enorme confusione che troviamo nelle distribuzioni Linux per quanto riguarda l’installazione di pacchetti, con un approccio decisamente diverso dal solito.
Infatti, anziché provare a creare un metodo universale e unificato, cosa che anche per me ormai ha poco senso, PackageKit mira ad essere un’interfaccia universale ai sistemi di gestione pacchetti già esistenti. In pratica, anziché usare yum, smart, apt, rpm o chissà che altro, avremo un solo tool che, da solo, elabora il pacchetto, trova le dipendenze e lo installa/aggiorna senza ulteriori patemi, in automatico.
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In Hardy, e più in generale nello GNOME che verrà, dovrebbero finalmente finire le lamentele per il funzionamento non eccellente di gstreamer o esd. Dopo la parte visiva, alla quale ha contribuito in gran parte Compiz, sta per arrivare quella che molti definiscono “ear candy” grazie a PulseAudio.
PulseAudio è un server sonoro in grado di girare sia su Windows che su sistemi POSIX-compatibili. Se vi ricorda di quando vi avevo parlato di Jack, bravi, ci avete azzeccato. Il principio alla base è sempre lo stesso, anche se PulseAudio non è incentrato sulle performance a bassissima latenza.
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