Le interviste a Richard Stallman sono sempre piacevoli da leggere. Quello che meraviglia è la capacità di quest’uomo di svincolarsi dalle domande che esigono una risposta prettamente tecnica, ed ad usarle come pretesto per parlare della sua ragione di vita: la libertà nel software.
Il nostro obiettivo è quello di dare agli utenti dei computer il controllo, cosa che non potranno mai avere se usano software proprietario. Quindi, noi auspichiamo un mondo in cui il software proprietario non ha ruolo.
Queste sono alcune delle parole pronunciate da Richard Stallman in una recente intervista rilasciata a Neowin.net.
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Era prevedibile che dopo gli sviluppatori di Fedora, Ubuntu e Debian, anche Richard Stallman rompesse il silenzio e dicesse la sua sull’”affaire” Mono.
Come ricorderete il tutto era scaturito da alcune decisioni più o meno contemporanee prese dalle tre distribuzioni sull’inclusione di Mono e di progetti basati su di esso: Fedora vorrebbe rimuoverlo dall’installazione di default, Ubuntu sostituirà Rhythmbox (scritto in C++) con Banshee (scritto in C#) e infine Debian sta vagliando la possibilità di includere Tomboy nell’installazione di default.
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In occasione del venticinquesimo anniversario di GNU (annunciato nel 1983), il fondatore del progetto Richard Stallman ha voluto spiegare quale politica la Free Software Foundation persegue a lungo termine.
Secondo Stallman:
Il movimento per il software libero persegue un cambiamento sociale: rendere tutto il software libero, così che tutti gli utenti possano essere parte di una comunità cooperante
Ma come ogni obiettivo a lungo termine, durante il cammino c’è bisogno di qualche compromesso.
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Richard Stallman, durante gli anni dell’Università lavora nel laboratorio di intelligenza artificiale del MIT, focalizzando la sua attenzione sullo sviluppo di sistemi operativi.
Risale a questo periodo lo sviluppo di Emacs, il noto editor di testi.
Nel 1983 Stallman inizia a lavorare al progetto GNU, con lo scopo di creare un sistema operativo completamente opensource. Abbandona definitivamente il MIT nel gennaio del 1984, in polemica con la piega che stavano prendendo i rapporti tra sviluppatori, condizionati dalla nuova (per allora) “moda” di non condividere più i sorgenti dei propri programmi. Ha elaborato, in conseguenza di questo, il Manifesto GNU e fondato, nel 1985, la Free Software Foundation. Nel 1989 ha sviluppato il concetto di copyleft.
Questa in breve la biografia di uno dei personaggi più rappresentativi del mondo opensource, colui senza il quale, probabilmente, ad oggi il concetto di opensource non esisterebbe neppure. La particolarità del personaggio ha certamente contribuito al diffondersi delle sue idee, che sono diventate appannaggio di migliaia di sviluppatori che, in tutto il mondo, rilasciano i propri programmi sotto licenze che si ispirano ai concetti elaborati da R.Stallman.
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Il padre dell’Open Source Bruce Perens e il fondatore del movimento Free Software Richard Stallman parteciperanno al seminario “Introduzione a GNU/Linux e al Software Open Source“, organizzato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
L’appuntamento, da non perdere, è quindi per domani dalle ore 9:00 alle ore 13:00 presso l’aula Magna della Caserma Sani, Via Principe Amedeo 184.
Bruce Perens, cresciuto come autodidatta, dopo anni di lavoro in Pixar ha ideato nel 1997 la definizione corrente di Open Source.
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