Dopo alcuni giorni dal rilascio di CentOS 6, il team di sviluppo ha pubblicato i LiveCD per le diverse architetture, dando così la possibilità di testare questa distribuzione server-oriented sui desktop o server, oppure nei software di virtualizzazione.
Le note di rilascio evidenziano che finalmente è possibile usare il LiveCD per effettuare l’installazione, cose che finora non era possibile con la serie 5.X
A dire il vero il numero e il tipo di pacchetti scelti nel DVD sono un miscuglio tra GNOME e KDE, ma questo non pregiudica il tipo di media e lo scopo di questa distro live.
I repo usati sono quelli standard, non è stato aggiunto nulla di extra, questo per permettere una installazione classica.
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Se l’anno di Linux per i desktop non è ancora arrivato (se mai arriverà così come alcuni lo desiderano), nell’ambito server i pinguini, a ragione, contano su numeri sempre maggiori; con l’anno 2010 ormai al termine, ServerWatch riporta un interessante articolo su quali piattaforme server, UNIX-derivate o non, risultino vincenti o perdenti.
Come anche registrato da Netcraft, sempre più webserver utilizzano Apache e Nginx (su piattaforme *nix), così come il trend dei mailserver conferma: tale scenario non può che decretare due principali sconfitti: Microsoft e soprattutto Apple, che ha da poco chiuso la sua linea XServe, dedicata all’ambito server, appunto.
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Chiunque abbia amministrato una macchina Linux sprovvista di server X avrà sicuramente avuto modo di apprezzare l’utilità e le potenzialità di GNU Screen, un emulatore di terminale che anche in assenza di un ambiente grafico offre il supporto a sessioni multiple, permettendo inoltre di sganciarsi da una di esse e ricollegarvisi successivamente.
La potenza di Screen ha però un costo, rappresentato dall’alto numero di opzioni e possibili configurazioni: molti utenti (tra i quali figuro anch’io) si limitano a gestirne il minor numero possibile, sfruttando al minimo le potenzialità di questo software.
Per agevolare il lavoro degli amministratori di sistema e aumentare il numero di utilizzatori di Screen, alcuni sviluppatori Ubuntu hanno quindi assemblato e introdotto in Ubuntu Jaunty Jackalope (9.04) Screen-profiles, una serie di configurazioni che rendono più semplice e proficuo l’utilizzo di questo strumento.
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Ben prima di Ubuntu esisteva già un progetto che adottava la stessa tipologia di rilascio, scegliendo addirittura sempre lo stesso identico giorno, ogni anno. Chi segue il mondo del software libero/aperto avrà già intuito che stiamo parlando di OpenBSD, il sistema operativo “sicuro per default” di cui vengono rilasciate nuove versioni il primo di maggio ed il primo di novembre di ogni anno.
Le note di rilascio della versione 4.5 di OpenBSD sono, come al solito, corpose, poco amichevoli e molto tecniche ma scorrendole e soprattutto dando uno sguardo alla canzone dedicata possiamo osservare che le migliorie sono concentrate soprattutto nel supporto alla piattaforma UltraSPARC T2+ di Sun e nella gestione dell’ACPI.
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Chi durante lo scorso anno si era augurato che il 2009 sarebbe stato l’anno di Linux sui netbook avrà parecchio da riflettere: nei mesi di novembre, dicembre e gennaio (ma il trend sembra sia proseguito) oltre il 90% dei netbook venduti negli USA era infatti equipaggiato con Windows. Di contro, nei mesi precedenti, la percentuale di dispositivi venduti con Linux raggiungeva quote del 30%.
Se la colpa sia di consumatori poco furbi/attenti o di produttori che adottano distribuzioni semi sconosciute (solo Dell si distingue dalla massa) potremmo discuterne all’infinito, quindi quello che realmente ci interessa è: progetti come Android, Moblin e, in parte, Ubuntu Remix potranno risollevare le sorti del Linux nel mondo dei netbook? Quali sono le vostre esperienze in merito?
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Nella giornata di martedì, Novell ha rilasciato la SUSE Linux Enterprise 11, di cui facevano già parte sia un’edizione desktop (SLED), sia una server, SLES, ed alle quali si vanno ad aggiungere SUSE Linux Enterprise Mono Extension e SUSE Linux Enterprise High Availability Extension.
La prima, come suggerito dal nome stesso, sfrutta tutte le potenzialità del noto progetto (finanziato da Novell) per offrire un prodotto che sia in grado di eseguire nativamente applicazioni scritte in Microsoft .NET, aprendo la via ad interessanti progetti di migrazione da Windows a Linux. Come evidenziato durante l’incontro Microsoft-Novell tenutosi a Milano in febbraio, la mamma di SUSE punta molto sull’interoperabilità con il mondo Windows e Mono rappresenta sicuramente un buon grimaldello per fare breccia nel cuore dei datacenter più orientati a Microsoft.
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InfoWorld propone il resoconto di una ricerca di mercato condotta da Gartner con lo scopo di valutare la situazione Linux contro Windows in ambito server. Stando a quanto emerge dall’indagine, risulta chiaro, come era lecito aspettarsi, che la posizione di Linux risulti particolarmente forte in questo settore, nonostante la pressione del gigante di Redmond.
In particolare, Linux ha un largo margine di vantaggio per quanto riguarda il Web, basti pensare alla diffusione di Apache e di altri strumenti open source che vi sono spesso associati, quali MySQL o PHP, mentre Windows ha conquistato nel tempo una propria posizione predominante in altri ambiti, grazie a prodotti quali Exchange o SQL Server. L’aspetto interessante del confronto sembra essere il fatto che la crescita di uno dei due concorrenti non vada necessariamente a scapito del rivale.
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Canonical nel mese di aprile rilascerà Landscape 1.3, il suo sistema di gestione e monitoraggio dedicato ai server basati su Ubuntu. Ad annunciarlo è stato Ken Drachnik, il Business Manager di Landscape al magazine WorksWithU. Il rilascio avverrà quasi in concomitanza di quello della distribuzione Ubuntu 9.04. Non si tratta di una caso ma di una strategia pianificata già da tempo, che ha per obiettivo quello di mettere fin da subito a disposizione degli utilizzatori di Ubuntu Server 9.04 un sistema di gestione più “potente e flessibile”.
Landscape è stato lanciato da Canonical durante il 2008. Si tratta di un sistema client/server pensato per la gestione di una rete di sistemi Ubuntu Server. Utilizzando un’interfaccia Web è infatti possibile gestire le diverse macchine della rete ed effettuare le operazioni di controllo, provisioning del software, monitoring dello stato.
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Gerry Carr, Canonical Marketing Manager, ha scritto una mail al magazine online “WorksWithU” comunicando che Canonical e HP hanno definito una “strategia comune” per il supporto di Ubuntu Server sui server HP Proliant.
HP non venderà Ubuntu come sistema operativo preinstallato, ma seguirà con attenzione lo sviluppo della versione server di Ubuntu, con l’obiettivo di certificare questa distribuzione Linux per i propri server della linea Proliant.
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Seppure siamo abituati a vedere Ubuntu, la distribuzione umana voluta e finanziata dall’ex astronauta Mark Shuttleworth, come un fulgido esempio di sistema operativo Desktop-Oriented, il primo Africano ad entrare in orbita sembra già guardare oltre.
In un’intervista concessa a ZDNet, Shuttleworth ha fatto il punto sulla sua visione per Ubuntu Server, che giocherà un ruolo significativo come base per i servizi web. Il mondo IT andrà sempre più in direzione del software-as-a-service, e il desktop Linux non potrà far altro che evolversi di conseguenza.
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