Un futuro più libero attende le nuove versioni di Skype? A giudicare dalle ultime notizie sembrerebbe proprio di sì: nonostante l’acquisizione da parte di Microsoft, infatti, Skype 5.5 beta ha guadagnato il supporto al protocollo XMPP.
La capacità di dialogare utilizzando XMPP è stata aggiunta per permettere agli utenti Skype di chattare con i propri contatti su Facebook: per il suo sistema di chat, infatti, il colosso dei social network utilizza il protocollo in questione.
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Potrebbe essere Chrome il primo browser a integrare la videochiamata VoIP, seguito a ruota da Firefox e Opera. È quello che si scopre leggendo l’annuncio dell’ingresso del progetto WebRTC in Chromium, anticamera per l’approdo in Chrome.
Cnet ha inoltre trovato un post in una discussione fra sviluppatori di Chromium che indica come gli ingegneri di Google lavorino sodo al progetto.
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Skype per Asterisk è un progetto morto, o meglio lo sarà da luglio. Se infatti fino ad ora era disponibile il plugin Skype for Asterisk, per far interagire la soluzione aziendale Asterisk con il network di Skype, dal 26 Luglio l’accordo sfumerà, per volere proprio di Skype.
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Aggiornamento 15:40: Microsoft ha ufficializzato l’acquisto di Skype in un comunicato stampa
Pur senza alcuna conferma ufficiale dalle parti in causa, pare che Skype non stia per essere acquisito da Facebook, come preventivato dai più, ma inaspettatamente da Microsoft per la consistente somma di ben 8,5 miliardi di dollari. Ma in questo caso, cosa succederebbe all’ecosistema del VoIP come lo conosciamo, ossia un ambiente in cui Linux si è affermato grazie a soluzioni anche diverse da Skype?
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“Il nostro obiettivo è quello di rendere GNU Free Call diffuso e usabile come Skype, ma senza richiedere un provider centralizzato presso il quale doversi registrare e senza l’utilizzo di protocolli binari, che potrebbero contenere backdoor.”
Queste le parole introduttive di Haakon Eriksen e David Sugar circa il progetto GNU Free Call, che mira ad essere un nuovo servizio di comunicazione in diretta concorrenza con Skype ma “free as in freedom and free as in no cost”, ovvero realmente free, sia nella libertà che solo codice e licenze aperti possono dare che nell’assoluta assenza di costi per ognuno.
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Durante la scorsa settimana sono stati riportati quasi 40 mila crash di Firefox e ora Mozilla si appresta a colpire la fonte di questi problemi: la Skype toolbar.
Ebbene sì, questo componente (legato all’installazione di Skype) modifica ogni pagina Web per rendere cliccabili i numeri di telefono presenti; peccato che il metodo utilizzato per apportare questa modifica rallenti enormemente il caricamento della pagina e, in alcuni casi, contribuisca al crash dell’intero browser.
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Questa mattina in molti sono stati stupiti dal trovare, sul proprio Android Market e sul sito ufficiale di Skype, l’applicazione per Android relativa al popolare servizio Voice Over IP>; come in molti sanno, utilizzare massivamente Skype per le proprie telefonate significa un abbattimento consistente di alcune spese, infatti, oltre alla gratuità delle chiamate user-to-user, comunque anche i costi delle telefonate verso numerazioni fisse e mobili sono molto bassi.
È proprio per questo che un’applicazione per il proprio “androide” segna un passo importante per l’uso di questa tecnologia, e le note positive sul nuovo software non possono che essere parecchie: SkypeOut, il servizio che permette le chiamate verso numerazioni esterne, funziona perfettamente, così come naturalmente tutto ciò che riguarda la comunicazione tra utenti Skype. È inoltre permesso sfruttare la propria connessione WiFi per il traffico, e c’è la possibilità di utilizzo della rete 3G se non vi sono hotspot nei dintorni.
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Si chiama SkypeKit, ed è l’ultima iniziativa del team di Skype in chiave Open Source: si tratta di un kit di sviluppo grazie al quale sarà possibile rendere Skype utilizzabile su un numero sempre crescente di piattaforme.
Grazie al sistema di API fornite agli sviluppatori sarà possibile integrare diversi moduli, come quello relativo alle telefonate, alle videochiamate o alla messaggistica istantanea, all’interno di un qualunque dispositivo collegato ad Internet.
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Finora una delle scomodità più grandi per quanto riguarda l’utenza di Ubuntu è stata, in caso di necessità di installazione di Skype, l’essere costretti a scaricare il pacchetto dal sito, o aggiungere alcuni repository di terze parti per permetterne l’installazione agevole e l’aggiornamento tramite APT. In sostanza, sino ad adesso, Skype non era mai stato installabile dal Software Center, senza dover compiere passi aggiuntivi.
Le cose però sono cambiate, almeno in parte. Gli sviluppatori hanno infatti preso la decisione di includere il programma all’interno dei repository Partner, attivabili in pochi click senza dover modificare in alcun modo il sources.list; in questa maniera Skype sarà installabile tramite il tradizionale gestore dei pacchetti, rendendo la vita più facile a chi di solito si affida ai tool ufficiali anziché recarsi sul sito del produttore per scaricare il deb.
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