Un argomento di cui periodicamente si parla, ma che fatica a far breccia nell’interesse dei più, riguarda la (scarsa) diffusione di GNU/Linux e del Software Libero nelle scuole. In realtà, a monte vi è probabilmente una tematica a più ampio respiro, inerente alla situazione della cultura informatica e quindi del relativo insegnamento nelle scuole italiane. Sebbene l’adozione del Software Libero dovrebbe risultare spontanea per la sua valenza culturale, prima ancora che economica, gli intoppi incontrati sembrano essere parecchi.
Il progetto di alfabetizzazione informatica, proposto dal MIUR nel 2003 e rivolto agli insegnanti più inesperti, non è stato visto di buon occhio dai sostenitori del Software Libero, palesemente discriminato in quanto uno dei messaggi di fondo riguardava il fatto che copiare software è reato, affermazione ovviamente falsa nel caso di Software Libero. Nel tempo la posizione del MIUR è leggermente migliorata, tanto che oggi Linux trova un piccolo spazio sul sito del Ministero.
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Una delle caratteristiche che ha da sempre contraddistinto Debian è la sua filosofia improntata pienamente al software libero. Per questo motivo, diversi software largamente diffusi non hanno trovato posto nei repository ufficiali della distribuzione, a causa di licenze non compatibili con le linee guida ufficiali.
I responsabili della distribuzione, però, sono sempre stati disponibili ad accettare qualunque progetto potesse rispettare gli ideali alla base di tale filosofia. Ecco, dunque, che alcuni membri del team che si occupa dell’FTP di Debian ha espresso la propria opinione sull’introduzione di software con licenza AGPL all’interno della distribuzione, sostenendo tesi a favore di tale licenza.
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Alla conferenza Open World Forum di Parigi, un gruppo di esperti nel settore del Software Libero ha disquisito circa il ruolo del Free/Libre/Open Source Software (FLOSS) nell’industria del software per gli anni a venire. Il risultato di questa conferenza è stato riassunto in un documento denominato 2020 FLOSS Roadmap, in lingua inglese, scaricabile in formato PDF.
La visione offerta da questo report è sicuramente più che rosea, indicando che entro il 2020 il Software Libero sarà penetrato profondamente nell’industria del software contribuendo a ridurre il cosiddetto digital divide tra paesi ricchi e paesi poveri. Social Networking, Cloud computing e Green IT sono solo alcuni dei termini che vengono utilizzati per raccontare quella che sarà l’evoluzione nel mondo del software.
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Dopo 11 anni trascorsi lavorando per Microsoft, Keith Curtis lascia la sua posizione nel 2004 interrogandosi sul futuro del software. I risultati dei suoi pensieri sono stati pubblicati in un libro, After the Software Wars, in cui la strada indicata è quella dell’open source.
Se qualcuno ha subito pensato al classico dipendente insoddisfatto, probabilmente si sbaglia. Curtis ricorda il suo primo incontro con Bill Gates, definendolo come “uno dei migliori esperti di software del pianeta”, e racconta brevemente la sua storia di programmatore alla Microsoft, un capitolo divertente della sua vita che si è concluso a causa della necessità di trovare nuovi stimoli.
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LinuxPlanet pubblica una lista dei 12 più comuni “buoni motivi” per non usare il Software Libero, commentando punto per punto alla ricerca di miti da sfatare tenuti in vita dal più classico dei FUD, con cui molti utenti avranno già avuto a che fare, o semplicemente dalla mancanza di informazioni che rispecchino la situazione attuale del mondo open source.
Chi conosce l’ambiente del Software Libero da qualche tempo, con tutta probabilità avrà sentito di persona, o letto su Internet, almeno una delle seguenti affermazioni, riferite tipicamente al sistema operativo Linux, ma estese in generale a tutto il software open source.
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Non si tratta dell’ultima illazione ma di una seria possibilità presa in considerazione dal fondatore del progetto Nicholas Negroponte: il One Laptop Per Child potrebbe ridimensionare l’utilizzo di software libero e open source ed eventualmente puntare sull’utilizzo di Microsoft Windows.
Il progetto OLPC, per quanto nobile negli intenti, ha visto volumi di vendita parecchio inferiori alle aspettative, e questo ha portato i massimi capi (il presidente ha addirittura rassegnato le dimissioni) a rivedere alcuni aspetti del progetto. Se all’inizio la scelta di utilizzare solo free software era stata perentoria e fuori discussione (tanto da rifiutare l’offerta di Steve Jobs per l’utilizzo gratuito di MacOSX), questa scelta è ora messa in discussione. È proprio lo stesso Negroponte a dire che il software open source che equipaggia il notebook è stato trattato con troppo “fondamentalismo”, dimenticando che il computer XO deve essere pensato per i bambini e non per la diffusione del software libero e il contrasto al predominio di Windows.
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Cosa può fare un Linux geek alla propria metà per San Valentino? Un regalo utilizzando software libero! Sicuramente meglio di migliaia di e-mail spam.
Sono molte le cose che un geek potrebbe fare. Ad esempio potrebbe realizzare una registrazione audio dedicando al proprio fidanzato/fidanzata una poesia o frasi che la persona speciale possa apprezzare. Ovviamente il Linux geek potrà fare questo con software libero, in questo caso può utilizzare Audacity.
Nel caso la persona a cui il geek dedica la registrazione non possieda lettori musicali, il regalo potrebbe essere qualcosa di tradizionale come una cartolina di San Valentino realizzata con OpenOffice, dato che ci sono ottimi modelli e clipart su Internet da poter utilizzare.
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Il padre dell’Open Source Bruce Perens e il fondatore del movimento Free Software Richard Stallman parteciperanno al seminario “Introduzione a GNU/Linux e al Software Open Source“, organizzato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
L’appuntamento, da non perdere, è quindi per domani dalle ore 9:00 alle ore 13:00 presso l’aula Magna della Caserma Sani, Via Principe Amedeo 184.
Bruce Perens, cresciuto come autodidatta, dopo anni di lavoro in Pixar ha ideato nel 1997 la definizione corrente di Open Source.
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Si terrà a Cosenza dall’11 al 13 maggio 2007 la conferenza italiana sul software libero, promossa dal Centro di Ricerca su Tecnologia ed Innovazione Hacklab Cosenza e dalla Free Software Foundation Europe.
Obiettivo dell’evento è “fare il punto sullo stato dell’arte del Software Libero in Italia“, coinvolgendo tutti i soggetti interessati nella diffusione o nell’utilizzo di software libero, quali imprese, enti pubblici, università, sviluppatori, ricercatori e appassionati.
Il programma dell’evento, molto articolato, comprende 5 sessioni di lavoro:
- Sessione Tecnica;
- Sessione dedicata ai Modelli di business e alle Pubbliche Amministrazioni;
- Sessione sulla Comunicazione;
- Lug Conference (Linux User Group Conference);
- Meeting dei Fellow di FSFE.
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