Nel corso della nona udienza per il discusso processo intentato da Oracle nei confronti di Google, al banco dei testimoni è arrivata Sun nelle vesti di Jonathan Schwartz e Scott McNealy, co-fondatore dell’azienda stessa. Gli interventi sono stati contrastanti: se quella di Schwartz era stata preannunciata come un’importante testimonianza a favore di Google, McNealy si è apertamente schierato dalla parte di Oracle.
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Ad una settimana dall’inizio del processo, nel tribunale di San Francisco dove è in corso la causa tra Google e Oracle, si sono avvicendate tre nuove udienze durante le quali sono intervenuti avvocati e CEO delle due società in causa, ovvero Larry Page e Larry Ellison rispettivamente.
Il tema chiave continua ad essere la (presunta) licenza necessaria per l’uso delle API di Java, ma ci sono alcune novità: la prima è la dichiarazione di Ellison, ovvero l’intenzione di Oracle di entrare in competizione con Android, con la creazione di un proprio framework basato su Java.
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MySQL.com è stato attaccato da alcuni cracker tramite, ironia della sorte, una SQL Injection, mettendo in mostra la debolezza del sito e soprattutto delle password utilizzate.
Gli hacker hanno reso pubblico un dump contenente i nomi utente e le password utilizzate, da cui si evidenzia come ci siano password semplici e per certi versi incredibili come un semplice “qa”, o password contenenti solo quattro cifre come quella usata dal “Director of Product Management”. Il dump di utenti, hash delle password e tabelle del db è stato pubblicato sulla Full Disclosure Mailing List da
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Le politiche di Oracle nei riguardi dei progetti open source, a seguito dell’acquisizione di Sun, non sono sempre state chiare.
Adesso apprendiamo che sta per concretizzarsi una riforma nelle regole di partecipazione alla comunità di sviluppo di OpenJDK, le cui intenzioni sembrerebbero essere buone: estendere il più possibile le possibilità di contributi da parte dei soggetti interessati.
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Settimana dopo settimana, Oracle prosegue nella sua opera di revisione dell’offerta relativa ai prodotti ereditati da Sun; dopo il cambio di licenza per Solaris e le novità di MySQL 5.5, l’ultimo software a subire modifiche è stato il plugin ODF per Microsoft Office.
Sviluppato da Sun per permettere agli utenti di Office di leggere e modificare i file nativi di OpenOffice.Org (ODF), il plugin è sempre stato liberamente disponibile al download.
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Oracle e MySQL, la vicenda dell’anno. Dopo Marten Mickos, ex CEO di MySQL AB, e dopo Michael “Monty” Widenius, creatore di MySQL, ecco che si solleva anche la voce di Richard Stallman. Non parla direttamente, non ha rilasciato nessuna intervista, nessun post sul blog della Free Software Foundation. Stallman esprime il suo punto di vista in una lettera formale inviata alla Commissione Europea e a nome della organizzazione Knowledge Ecology International (KEI), di cui lui è presidente.
Il massimo della formalità per una questione che richiede la massima attenzione, il massimo impegno, un intervento deciso. Il tono con cui inizia la missiva non è per nulla diplomatico.
Oracle vuole acquisire MySQL per prevenire ulteriori erosioni della sua fetta di mercato relativa alle licenze e ai servizi dei database, e per proteggere l’alto costo dei servizi e delle licenze del suo software proprietario per database.
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Alla fine Michael “Monty” Widenius, creatore di MySQL e dell’omonima azienda, è tornato alla carica. Dopo essere stato per qualche mese a guardare e a muovere le proprie pedine, ora torna a rimarcare il proprio disappunto in merito all’acquisto di SUN da parte di Oracle. La cosa che gli sta più cuore? Ovvio, il futuro di MySQL.
Lo fa alla sua maniera, aggressiva, diretta, senza usare mezzi termini, e parlando dei fatti, o per lo meno della propria visione di fatti. Dichiarazioni dirette alla Comunità Europea, che proprio nel mese di settembre ha deciso di aprire un’indagine per vederci meglio.
MySQL necessita di una casa diversa da quella di Oracle, una casa dove non ci sono conflitti di interesse in merito a come e al se MySQL deve essere sviluppato. (Michael “Monty” Widenius)
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Marten Mickos, ex CEO di MySQL AB dal 2001 al 2008, poi dirigente della sezione “database group” di SUN per più di un anno, è insieme a Monty Widenius, il creatore di MySQL, una delle persone che hanno fatto la storia del data base open source più famoso al mondo.
Marten Mickos ha lasciato SUN ad inizio del 2009 nel mese di febbraio. Da allora, da dopo l’acquisizione di SUN da parte di Oracle, ha assistito alle vicende che stanno decretando il futuro di MySQL. Ora, interviene pubblicamente a dire la sua sulla verifica in corso avviata dalla Commissione Europea. In una lettera aperta indirizzata a Neelie Kroes, commissario della Commissione Europea, Martem Mickos parla apertamente di quelle che secondo lui sono le prospettive future di MySQL.
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Oracle, e nello specifico il suo CEO Larry Ellison, ha inviato un primo messaggio alla Comunità Europea:
I politici (ndr e gli ispettori) degli Stati Uniti hanno visto che la fusione è a favore della competizione, e l’hanno già approvata. Sono convinto che una volta che gli ispettori Europei avranno fatto il loro lavoro, essi arriveranno alle stesse conclusioni.
Queste sono le parole del “primo uomo di Oracle”, il co-fondatore della compagnia. Una presa di posizione quasi ufficiale, anche se nessun comunicato scritto è stato ratificato alla Commissione Europea. Solo poche parole pronunciate in una intervista che fanno capire con quale stato d’animo Oracle sta affrontando la situazione, e sta spingendo per la chiusura delle verifiche. Sun Microsystem sembra perdere più di 100 milioni di dollari al mese, e prima si chiude l’acquisizione, meglio è per tutti.
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Dopo mesi di incertezza e l’approvazione della fusione da parte del dipartimento della giustizia americano (ma non della commissione europea), sembra che Oracle cominci a delineare la sua strategia per i prodotti sviluppati finora sotto il marchio di Sun.
Con questo manifesto pubblicitario, Oracle ha quindi dichiarato l’intenzione di investire sui processori SPARC (anche se sembra che ROCK sia destinato a morire silenziosamente), su Solaris e, soprattutto, sulle prestazioni dei suoi prodotti eseguiti su piattaforme Sun.
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