Oracle ha messo a segno un colpo che potrebbe aiutarla a differenziare la sua offerta Linux da quella di concorrenti come Red Hat e SUSE: il colosso di Larry Ellison ha infatti annunciato l’acquisizione di Ksplice, l’azienda autrice dell’omonimo software.
Per chi non lo sapesse, Ksplice è un software che permette di applicare patch a un kernel Linux mentre questo è in esecuzione, senza la necessità di riavviare il sistema.
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La decisione di Red Hat di non rendere disponibili le singole patch applicate ai kernel di RHEL è stata presa per ostacolare i concorrenti dell’ambito enterprise ma, stando a quanto riportato da The H Online, sembrerebbe che gli effetti non siano così certi.
Matthias Eckermann, senior product manager di SUSE Linux Server, ha infatti dichiarato che questo cambiamento non avrà effetti sulla distribuzione di Novell dato che le patch da loro incluse, nella maggior parte dei casi, vengono discusse con il resto della comunità Linux.
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Prosegue la diffusione di voci sulla vendita di Novell e, soprattutto, sulle modalità con cui questa voglia offrire i suoi asset: l’ipotesi circolata una settimana fa riguardante la divisione in due parti (prodotti Linux e prodotti non-Linux) sembra infatti spaventare la mamma di Netware/SUSE.
Stando ad una notizia pubblicata da Reuters, infatti, gran parte dei possibili acquirenti sarebbero interessati alla sola divisione SUSE e non ai prodotti non-Linux di Novell (come Netware e i servizi di Identity Management).
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Manca poco ormai all’arrivo della versione finale di openSUSE 11.3: il team Novell ha infatti ufficializzato la disponibilità della prima release candidate della distribuzione, segno che ormai siamo agli sgoccioli, e tutto ciò che manca riguarda solo il classico lavoro di correzione dei bug e risoluzione dei vari problemi ancora presenti.
Dando uno sguardo alla lista dei principali bug, però, la situazione sembra sufficientemente positiva: molti presentano già l’etichetta “SOLVED”, mentre gli altri sono in fase di elaborazione.
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Qualcosa di molto interessante bolle in pentola alla Novell, e non si tratta dell’ultima versione di openSUSE o di un qualunque altro software: ad essere in gioco in questo caso è l’intera società, dopo che è stata realizzata un’offerta di acquisto da capogiro da parte di Elliott Associates. Le cifre, infatti, parlano di ben 2 miliardi di dollari, circa 1 miliardo e mezzo di Euro.
La notizia ha fatto subito schizzare alle stelle le quotazioni del titolo sul listino Nasdaq del mercato statunitense, e ha suscitato subito un forte clamore, anche a causa della risposta di Novell, dichiaratasi interessata a valutare con attenzione l’offerta prima di prendere una decisione definitiva.
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Si avvicina sempre di più l’arrivo della versione finale di openSUSE 11.2: gli sviluppatori Novell hanno infatti dato alla luce la prima versione Release Candidate, dopo aver rilasciato l’ultima versione intermedia con la milestone 8 di inizio ottobre.
La roadmap ufficiale prevede il rilascio di una seconda Release Candidate tra circa due settimane, prima dell’arrivo della versione finale, attesa per il 12 novembre. Le funzionalità principali sono già state tutte incluse, e il lavoro sarà concentrato sul miglioramento della stabilità della distribuzione e sulla correzione dei bug riscontrati durante le fasi di test di questi giorni.
I cambiamenti apportati rispetto alla milestone 8 comprendono per lo più l’aggiornamento di alcuni pacchetti importanti: vediamo insieme quali.
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Fino ad oggi parlare di openSUSE implicava indirettamente parlare anche di Novell. Da oggi in poi, però, le cose potrebbero cambiare. Henne Vogelsang, membro del board di openSUSE, ha postato in mailing list, annunciando cambiamenti in vista nel modo di gestire openSUSE, i sorgenti, e i rapporti con Novell.
Fino ad oggi, chi voleva collaborare col progetto openSUSE doveva passare per Novell. Nulla di “macchinoso” o “molto burocratico”, ma bisognava semplicemente fare riferimento ad uno sviluppatore Novell e seguire alcune politiche di gestione dei sorgenti, di commit delle feature e dei bug fix. Da oggi in poi, vi sarà libertà totale. Chiunque potrà partecipare, ma questo era vero anche prima, e potrà farlo senza alcun controllo o rapporto con Novell. Le politiche di accesso al progetto diventano “molto più “open”.
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Uno dei principali motivi che spingono molti utenti Windows a restare ancorati al proprio sistema operativo è la preoccupazione per la mancanza di giochi con cui passare il tempo libero per Linux. Per sfatare tale mito alcuni volontari hanno dato vita all’Ubuntu Gaming Team.
Come dice lo stesso nome, si tratta di un team di sviluppatori che hanno come obiettivo quello di dare lustro ai giochi FOSS, promuovendone sia lo sviluppo che la diffusione tra gli utenti, e arricchendo Linux di un comparto giochi degno di nota.
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Nella giornata di martedì, Novell ha rilasciato la SUSE Linux Enterprise 11, di cui facevano già parte sia un’edizione desktop (SLED), sia una server, SLES, ed alle quali si vanno ad aggiungere SUSE Linux Enterprise Mono Extension e SUSE Linux Enterprise High Availability Extension.
La prima, come suggerito dal nome stesso, sfrutta tutte le potenzialità del noto progetto (finanziato da Novell) per offrire un prodotto che sia in grado di eseguire nativamente applicazioni scritte in Microsoft .NET, aprendo la via ad interessanti progetti di migrazione da Windows a Linux. Come evidenziato durante l’incontro Microsoft-Novell tenutosi a Milano in febbraio, la mamma di SUSE punta molto sull’interoperabilità con il mondo Windows e Mono rappresenta sicuramente un buon grimaldello per fare breccia nel cuore dei datacenter più orientati a Microsoft.
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Al momento l’unica informazione che è trapelata è il nome in codice della prossima release Debian 6.0, ovvero Squeeze. Per il resto il team di progetto ha iniziato a “serrare i ranghi” e a prepararsi alle nuove sfide che verranno.
Adeodato Simó, uno degli sviluppatori Debian che si occupa di “quality assurance”, ha inviato una mail a tutti membri e gli sviluppatori del progetto Debian. Le parole d’ordine da oggi in poi devono essere “collaborazione” e rispetto delle scadenze.
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