SpringSource ha rilasciato la nuova versione del suo progetto di punta: Spring Framework. Questa volta però parliamo di Spring.NET 1.1.1 per la piattaforma .NET.
Anche se la versione più nota di Spring è quella su piattaforma Java, anche la versione .NET, creata successivamente, continua ad evolvere e crescere rapidamente.
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È stata rilasciata la nuova versione di EclipseME arrivata alla release 1.7.9. Per poterla utilizzare è necessario avere installato nel proprio sistema Eclipse 3.2.
EclipseME è l’IDE della Eclipse Foundation utilizzato per sviluppare applicazioni su piattaforma mobile J2ME (Java Micro Edition).
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Molti utenti si sono lamentati dei pezzi mancanti in KDE4. Uno di questi è Akonadi, il framework integrato per la gestione dei dati personali, come messaggi, rubrica e così via. Gli sviluppatori Akonadi, comunque, si stanno mettendo di buona lena: recentemente si sono riuniti a Berlino presso gli uffici della KDAB, azienda produttrice di software basato sulle librerie Qt.
Durante il meeting si è fatto il punto su cosa bisognerà concentrarsi per la release 4.1 e cosa invece può essere rimandato alla 4.2.
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Il framework OpenXava arriva alla sua terza versione ufficiale apportando un notevole passo in avanti relativamente al supporto di alcune caratteristiche Java 5.
OpenXava è un enterprise framework open source utilizzabile per sviluppare applicazioni JPA, quindi focalizzato sulla gestione della persistenza dei dati e l’interfacciamento verso sistemi esterni.
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È stato rilasciato da pochi giorni NetBeans 6.1 beta, ovvero la nuova versione beta dell’IDE open source che dovrebbe arrivare prossimamente alla definitiva, e si spera stabile, versione 6.1.
NetBeans è uno dei più utilizzati ambienti di sviluppo per il mondo Java, J2EE, C e C++, inoltre è nato come progetto open source, e continua ad esserlo ancora oggi.
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Parte oggi EclipseCon 2008, la conferenza relativa ai prodotti di supporto allo sviluppo di applicazioni open source creati dalla Eclipse Fondation.
Come detto la conferenza si svolgerà da oggi fino al 20 Marzo a Santa Clara in California.
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KHTML nel 2000 nasce come fork di GHTML e viene usato per il rendering web all’interno di Konqueror, il browser di KDE. Nel 2002 Apple annuncia di usare una versione modificata di KHTML come base per il suo browser Safari. La compagnia di Cupertino non può esimersi dal pubblicare il codice come richiesto dalla licenza LGPL, ma le sue modifiche sono notevoli e per questo difficilmente applicabili alla versione originale di KTHML.
Questo anche perché Apple aveva lavorato segretamente al progetto per oltre un anno prima rendere pubbliche le sue modifiche, peraltro poco documentate (come a dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio). L’azienda di Steve Jobs decide quindi di tenere un tree del progetto indipendente da KHTML: nasce WebCore, poi ribattezzato in WebKit.
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I programmatori tendono a dividersi in due categorie: chi si accontenta di un semplice editor CLI oppure chi cerca ambienti di sviluppo completi, che permettano di gestire progetti complessi in maniera facile e veloce.
Per questi ultimi, sicuramente una buona scelta potrebbe essere Eclipse, un IDE opensource, sviluppato in Java (e so che molti storceranno il naso, me compreso), che ha il grande pregio, però, di avere una struttura a plugin che gli permettono di supportare un gran numero tra i più diffusi linguaggi di programmazione.
Eclipse standard, infatti, è un completo IDE per Java (JDT, “Java Development Tools”) ma si trasforma rapidamente, ad esempio, in un ambiente di sviluppo per il linguaggio C e C++ (CDT, “C/C++ Development Tools”), PHP, Cobol e arriva anche a mettere a disposizione tool per la progettazione di una GUI per una applicazione JAVA (Eclipse VE, “Visual Editor”), rendendosi di fatto un ambiente RAD.
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