(sull’immagine di apertura: bootstrap)
In ogni classico sistema operativo Unix-derivato, una volta espletati i compiti di inizializzazione dell’hardware, di montaggio dei device e via discorrendo, il kernel lancia, quale primo processo, init (/sbin/init), che si occupa in user space di lanciare i servizi configurati per il runlevel (possibile stato del sistema) in cui il sistema andrà a porsi. A seconda del runlevel il sistema compie determinate azioni.
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Lennart Poettering, autore di software come Avahi, PulseAudio e più recentemente systemd, non è una persona interessata a evitare polemiche o conflitti: affiancandosi (involontariamente) ai sostenitori del progetto GNOME OS, il vulcanico sviluppatore ha decretato la morte dei sistemi BSD, scatenando le ire dei suoi sostenitori.
Favorevole a una continua evoluzione del software libero, Poettering sostiene infatti che gli sviluppatori dovrebbero concentrarsi esclusivamente su Linux e sfruttarne tutte le sue potenzialità.
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Quella che era nata come una discussione sulla possibilità di includere systemd tra le dipendenze esterne di GNOME si è trasformata in un’accesa polemica sul futuro del desktop environment.
Al centro della questione, infatti, c’è la questione del supporto a kernel differenti da Linux: alcuni esponenti della comunità vorrebbero abbandonare sistemi come i BSD per poter sfruttare in maniera più efficace le potenzialità del pinguino.
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In un messaggio nella mailing list di sviluppo dedicata a Fedora, a nemmeno due settimane dal rilascio ufficiale, Lennart Poettering ha annunciato l’introduzione in systemd (sostituto di upstart e init) di una nuova directory di sistema, “/run“. Lo sviluppatore del team RedHat e di diversi progetti tra cui Avahi e Pulseaudio, spiega che la scelta è stata dettata dall’uso improprio che si è fatto di /dev nel tempo.
Essendo montata nelle prime fasi di avvio, /dev tende essenzialmente ad essere saturata con dati di runtime di altre applicazioni che nulla hanno a che fare con dispositivi e relativi nodi.
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Semaforo rosso per l’adozione di systemd in Fedora 14: il Fedora Engineering Steering Committee (FESCo) ha infatti deciso di posticipare l’adozione del nuovo sistema di init ad una futura versione della distribuzione.
Presentato nel mese di aprile, a systemd è stato dedicato un Fedora Test Day per valutarne la stabilità e le possibilità di adozione; purtroppo l’esito di questi test non ha convinto il FESCo, che ha quindi deciso di prendere del tempo per stabilizzare il nuovo arrivato.
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