Al momento dell’introduzione di Ubuntu One, Canonical fu criticata per aver rilasciato una sorta di versione zoppa di Dropbox, rendendola disponibile solo per Linux; dopo mesi di sviluppo, l’azienda di Shuttleworth ha posto rimedio alla situazione rilasciandone una versione per Windows.
Ubuntu One per Windows offre le stesse funzionalità della versione Linux (sincronizzazione e condivisione) consentendo agli utenti che utilizzano anche il sistema operativo di Microsoft di mantenere allineati i propri dati.
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Ubuntu One è sicuramente uno dei cavalli su cui Canonical punta molto: il servizio di sincronizzazionedell’azienda, infatti, può vantare una stretta integrazione con la distribuzione (maggiore rispetto quella di concorrenti come Dropbox) e, grazie alla vendita di piani differenti, rappresenta anche una fonte di guadagno per la mamma di Ubuntu.
La versione di Ubuntu One inclusa Ubuntu 11.04 si presenta in maniera differente rispetto al passato: la nuova interfaccia sembra strizzare l’occhio al design di alcune applicazioni per sistemi Apple ma, a prescindere da questo, risulta comunque funzionale.
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Per la gioia di chi utilizza Ubuntu e vorrebbe sfruttare la sincronizzazione file di Ubuntu One anche su piattaforme diverse da Ubuntu, Canonical ha rilasciato la prima beta del client Ubuntu One per Windows.
Come dichiarato dagli sviluppatori stessi si tratta di una versione che, praticamente, introduce solo la funzionalità principale di Ubuntu One: la sincronizzazione dei file; il supporto alla gestione di più directory, la sincronizzazione di contatti/note/preferiti e altre caratteristiche della versione Linux verranno aggiunte durante il ciclo di sviluppo di Ubuntu 11.04 Natty Narwhal.
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Inizialmente giudicato da molti come un clone (ridotto) di Dropbox, Ubuntu One ha saputo ritagliarsi la sua fetta di utilizzatori, soprattutto grazie all’integrazione con i servizi commerciali di Canonical (Music Store e Music Streaming, per esempio) e a funzionalità assenti nel più popolare programma di sincronizzazione dati.
Con l’avvicinarsi del rilascio delle prime versioni beta di Ubuntu One per Windows abbiamo quindi deciso di dedicargli una galleria di screenshot, nei quali mostriamo le sue funzionalità. Buona visione.
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Canonical si appresta ad allargare l’offerta di servizi a pagamento legati al suo Ubuntu One: è stata infatti avviata la beta dell’Ubuntu One Music Streaming.
La nuova applicazione per dispositivi mobili basati su Android e, nella versione finale, per iPhone consente la riproduzione in streaming dei brani musicali memorizzati sull’account Ubuntu One dell’utente.
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Dopo Ubuntu One Music Store, il servizio di backup/sincronizzazione di Canonical sale ancora alla ribalta puntando questa volta al mercato mobile. Grazie a un accordo con Funambol, il team di Ubuntu ha lanciato un servizio di sincronizzazione dei contatti tra Ubuntu One e il proprio cellulare, iPhone compreso. L’applicazione Ubuntu One è già disponibile su App Store ed è scaricabile gratuitamente.
Una volta installato l’app Ubuntu One Contacts su iPhone, sarà possibile effettuare una sincronizzazione bidirezionale dei propri contatti con tutte le postazioni Ubuntu 10.04 su cui sia attivo il client Ubuntu One.
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La scommessa del team di Ubuntu One: sviluppare al prossimo PyCon di Atlanta la versione Windows del client Ubuntu One. Dal 22 al 25 febbraio il team di Ubuntu One e un gruppo di volontari terrà un Development Sprint con l’obiettivo di avviare, ma anche consolidare il più possibile, la versione Windows di Ubuntu One.
Calma, Ubuntu One è e resterà un tool Linux. La questione di fondo è che gli utenti Windows sono limitati nell’utilizzo del servizio di Ubuntu One. La versione Web non ha le stesse potenzialità di quella applicativa, per l’appunto il client Ubuntu One. Ecco allora che bisognerà invetarsi qualcosa per effettuare il porting e riprogettare più che degnamente i moduli che fanno uso di D-Bus e iNotify, e lo stesso plugin del filemanager.
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Alcuni blog hanno notato l’apparizione di un blueprint per Lucid Lynx riguardo un misterioso Ubuntu One Music Store. Per ora il blueprint è vuoto, e non ci sono ulteriori informazioni nemmeno sul wiki di Ubuntu. La nuova idea, di cui sapremo di più nei prossimi giorni dopo l’Ubuntu Developer Summit in corso questa settimana, dovrebbe configurarsi come un servizio associato a Ubuntu One, il “cloud storage” di Canonical. Appare scontato l’utilizo di Ogg Vorbis e l’assenza di DRM (che comunque sono scomparsi dalla maggior parte degli store musicali).
Nonostante la mancanza di informazioni l’idea non è del tutto nuova. L’Ubuntu Music Store era già stato proposto sul Brainstorm e era stato bocciato dagli utenti (-32 punti). Non è quindi da escludere che l’Ubuntu Music Store sia nuovamente destinato a restare solo una proposta.
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