La scommessa del team di Ubuntu One: sviluppare al prossimo PyCon di Atlanta la versione Windows del client Ubuntu One. Dal 22 al 25 febbraio il team di Ubuntu One e un gruppo di volontari terrà un Development Sprint con l’obiettivo di avviare, ma anche consolidare il più possibile, la versione Windows di Ubuntu One.
Calma, Ubuntu One è e resterà un tool Linux. La questione di fondo è che gli utenti Windows sono limitati nell’utilizzo del servizio di Ubuntu One. La versione Web non ha le stesse potenzialità di quella applicativa, per l’appunto il client Ubuntu One. Ecco allora che bisognerà invetarsi qualcosa per effettuare il porting e riprogettare più che degnamente i moduli che fanno uso di D-Bus e iNotify, e lo stesso plugin del filemanager.
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Alcuni blog hanno notato l’apparizione di un blueprint per Lucid Lynx riguardo un misterioso Ubuntu One Music Store. Per ora il blueprint è vuoto, e non ci sono ulteriori informazioni nemmeno sul wiki di Ubuntu. La nuova idea, di cui sapremo di più nei prossimi giorni dopo l’Ubuntu Developer Summit in corso questa settimana, dovrebbe configurarsi come un servizio associato a Ubuntu One, il “cloud storage” di Canonical. Appare scontato l’utilizo di Ogg Vorbis e l’assenza di DRM (che comunque sono scomparsi dalla maggior parte degli store musicali).
Nonostante la mancanza di informazioni l’idea non è del tutto nuova. L’Ubuntu Music Store era già stato proposto sul Brainstorm e era stato bocciato dagli utenti (-32 punti). Non è quindi da escludere che l’Ubuntu Music Store sia nuovamente destinato a restare solo una proposta.
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In questi giorni Apache Foundation ha rilasciato la versione 0.10 di CouchDB, un document-oriented database accessibile via HTTP.
I documenti sono l’unità dati principale di CouchDB e sono composti da un numero variabile di campi e attachments. I documenti includono anche metadata che sono gestiti dal sistema. I campi dei documenti sono identificati univocamente e possono contenere valori di vario tipo (testo, numeri, boolean, liste,…) e non esistono limiti alla dimensione del testo o al numero di elementi.
CouchDB è scritto in Erlang un linguaggio funzionale adatto all’utilizzo in sistemi concorrenti. Il DBMS gode delle proprietà ACID (Atomic Consistent Isolated Durable). È possibile accedere al DB da remoto usando una opportuna estensione del server Web Apache, quindi richieste HTTP/JSON.
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Ubuntu 9.10 Alpha 5 è stata rilasciata in queste ultimissime, pronta e disponibile per il download. Le novità di Ubuntu 9.10? Tante, tante, davvero tante. Scorriamo insieme le note di rilascio per capire cosa è cambiato, cosa è stato aggiunto, e su cosa bisogna prestare attenzione. Infatti, non dimenticatevi che essendo una versione Alpha se ne raccomanda l’utilizzo solo a scopo di test.
Partiamo dal kernel e saliamo su diritti fino ai desktop environment e alle applicazioni principali.
Il kernel Linux supportato è il 2.6.31-9.29, che altri non è che il 2.6.31-rc8 con in più le patch sviluppate da Canonical. Quello definitivo sarà quindi il 2.6.31. Viene abilitato di default il supporto al Kernel Mode Setting per le schede Intel.
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Dropbox è un prodotto per molti versi simile ad Ubuntu One, l’ultimo nato in casa Canonical. Il principio è lo stesso, viene messo a disposizione dell’utente un servizio di storage online in cui depositare i propri file, documenti, foto. Poi, utilizzando un apposito client per PC è possibile sincronizzare l’archivio online con quello locale, una cartella “home” opportunamente predisposta.
A differenza di Ubuntu One, però, Dropbox è installabile non solo su Ubuntu ma anche su Fedora e sui sistemi Windows e Mac OS X.
Replicando su più PC l’installazione del client si realizza un sistema di storage sincronizzato. Tutti gli archivi locali dei diversi PC saranno sincronizzati non solo con l’archivio remoto, ma anche tra loro.
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Con il Web che sempre di più tende a sostituire il classico desktop cui siamo abituati, con servizi online che offrono le stesse applicazioni che comunemente utilizziamo e permettono di avere sempre a disposizione i propri file tramite la rete, progetti come Ubuntu One rappresentano un’importante innovazione. Ecco, dunque, che il team Mandriva risponde a Canonical, con il proprio servizio di storage online.
Si tratta di Click’n Backup, la cui nascita è stata annunciata tramite il blog ufficiale di Mandriva, e che permettere di avere a disposizione spazio remoto per il backup dei propri file.
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Senza troppa enfasi, Canonical ha lanciato Ubuntu One un servizio per il backup online dei propri dati. Oltre alla banale copia dei su un server remoto, il servizio permette tramite un client (open source, ovviamente!) di sincronizzare file e cartelle tra diversi computer. Una volta sul server i file sono accessibili tramite via Web ed è possibile metterli in condivisione con altri.
Attualmente Ubuntu One è in fase di beta e non è possibile iscriversi per le vie “normali”, ma bisogna richiedere un invito e pazientare fiduciosamente il proprio turno. Una volta ricevuto il proprio invito si possono scegliere due piani: uno gratuito da 2 GB e un altro da 10 GB che costa invece 10$ al mese.
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