È stato rilasciato VirtualBox 4.1.12, minor release del software di virtualizzazione tra i più utilizzati al mondo, che introduce come sempre notevole bug e qualche piccola miglioria. Innanzi tutto sono stati corretti alcuni bug nel codice delle Guest Additions, e VBoxManage adesso fa il return di un error code corretto in caso di fallimento di controlvm. Le novità più importanti però sono altre due.
In primo luogo, è stato aggiunto il supporto a Linux 3.4, per ora limitato all’ultima RC1, tuttavia si spera che il lavoro fatto non vada perso e per le successive prerelease (poi per Linux 3.4 stable stesso) gli aggiustamenti da fare siano minimi. A livello di pura gestione invece, è stato aggiunto il supporto all’installazione su Ubuntu 12.04.
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Nel corso dello sviluppo di uno dei software più blasonati ed utilizzati al mondo in amibito di virtualizzazione, è stato rilasciato VirtualBox 4.1.10, un minor update che più che portare cambiamenti titanici aiuta il software a tenersi al passo coi tempi attraverso alcune modifiche di “routine”.
Essenzialmente infatti sono state aggiunte feature per un maggior supporto ai sistemi host: possibilità di eseguire X Server 1.12, per quanto riguarda i sistemi Linux (quindi Ubuntu, Debian, e così via), mentre dall’altro lato della barricata troviamo un miglior supporto a Windows 8 per la virtualizzazione del nuovo sistema operativo di Microsoft.
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Sembrerebbe proprio che la soluzione di Oracle per la virtualizzazione non sia ben vista da alcuni sviluppatori Linux: in un recente messaggio apparso sulla LKML è stato infatti proposto da Dave Jones di marchiare il modulo per il kernel come “spazzatura” (TAINT_CRAP).
Stando alle parole dell’autore di questa iniziativa, il numero di bug legati al modulo di VirtualBox è troppo elevato per permettere agli sviluppatori di “perdere tempo” nel tentativo di risolverli.
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È stata rilasciata la versione stabile di VirtualBox 4.1.0, così come avevamo previsto nei giorni scorsi a giudicare dal ritmo con il quale venivano sfornate le versioni Beta.
Finalmente la gestione della copia dei dischi delle macchine, è cosa di pochi click. Introdotto il supporto sperimentale ai driver WDDM per Windows che consentono di far girare anche Aero, per gli amanti degli effetti grafici.
Per l’installazione su Ubuntu basta scaricare il pacchetto appropriato per la nostra architettura e installarlo:
sudo dpkg -i virtualbox-4.1_4.1.0-73009*deb
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Dopo solo una settimana dal rilascio della Beta 1, il team di VirtualBox ha annunciato la seconda beta, che va a correggere alcuni bug e aggiunge alcune funzionalità. In particolare sono stati corretti quelli riguardanti i driver WDDM, lo strato USB e alcuni problemi nell’installazione.
Una delle novità riguarda il supporto sperimentale al PCI passthrough, caratteristica già presente in KVM e Xen e che, almeno in teoria, aumenta le prestazioni delle periferiche PCI. Un documento di IBM traccia importanti dettagli circa questa importante caratteristica.
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Quando si parla di Linux spesso emerge la sua versatilità e le innumerevoli distribuzioni presenti, questo se a molti appare come una frammentazione, in realtà copre diversi aspetti per tutte le esigenze. Avere poi in tasca una o più distro su pendrive USB può tirarci fuori dai problemi in molte situazioni.
MultiSystem, un progetto francese ancora acerbo, ma di una facilità sorprendente, ci permette di avere, scegliendo tra una lunga serie di immagini ISO supportate, una pen drive magica, da far invidia al migliore dei maghi.
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È stata rilasciata la prima versione Beta di VirtualBox 4.1, che sarà una major release e che conterrà diverse novità, come ad esempio la clonazione di macchine virtuali, miglioramenti nella creazione dei dischi, tunnel UDP tra macchine virtuali, nuove funzionalità di gestione nella GUI, nonché numerosi fix rispetto alla versione 4.0.
Le novità e caratteristiche si possono trovare in questo annuncio sul forum.
Essendo una versione non stabile, ne è sconsigliato l’uso in produzione. Per poterla installare va rimossa la versione stabile e se siamo intenzionati a provarla, nel caso di Ubuntu possiamo scaricare il pacchetto per la nostra architettura da qui e procedere da terminale, come in questo esempio per x86_64:
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