Sembrerebbe proprio che la soluzione di Oracle per la virtualizzazione non sia ben vista da alcuni sviluppatori Linux: in un recente messaggio apparso sulla LKML è stato infatti proposto da Dave Jones di marchiare il modulo per il kernel come “spazzatura” (TAINT_CRAP).
Stando alle parole dell’autore di questa iniziativa, il numero di bug legati al modulo di VirtualBox è troppo elevato per permettere agli sviluppatori di “perdere tempo” nel tentativo di risolverli.
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È stata rilasciata la versione stabile di VirtualBox 4.1.0, così come avevamo previsto nei giorni scorsi a giudicare dal ritmo con il quale venivano sfornate le versioni Beta.
Finalmente la gestione della copia dei dischi delle macchine, è cosa di pochi click. Introdotto il supporto sperimentale ai driver WDDM per Windows che consentono di far girare anche Aero, per gli amanti degli effetti grafici.
Per l’installazione su Ubuntu basta scaricare il pacchetto appropriato per la nostra architettura e installarlo:
sudo dpkg -i virtualbox-4.1_4.1.0-73009*deb
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Dopo solo una settimana dal rilascio della Beta 1, il team di VirtualBox ha annunciato la seconda beta, che va a correggere alcuni bug e aggiunge alcune funzionalità. In particolare sono stati corretti quelli riguardanti i driver WDDM, lo strato USB e alcuni problemi nell’installazione.
Una delle novità riguarda il supporto sperimentale al PCI passthrough, caratteristica già presente in KVM e Xen e che, almeno in teoria, aumenta le prestazioni delle periferiche PCI. Un documento di IBM traccia importanti dettagli circa questa importante caratteristica.
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Quando si parla di Linux spesso emerge la sua versatilità e le innumerevoli distribuzioni presenti, questo se a molti appare come una frammentazione, in realtà copre diversi aspetti per tutte le esigenze. Avere poi in tasca una o più distro su pendrive USB può tirarci fuori dai problemi in molte situazioni.
MultiSystem, un progetto francese ancora acerbo, ma di una facilità sorprendente, ci permette di avere, scegliendo tra una lunga serie di immagini ISO supportate, una pen drive magica, da far invidia al migliore dei maghi.
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È stata rilasciata la prima versione Beta di VirtualBox 4.1, che sarà una major release e che conterrà diverse novità, come ad esempio la clonazione di macchine virtuali, miglioramenti nella creazione dei dischi, tunnel UDP tra macchine virtuali, nuove funzionalità di gestione nella GUI, nonché numerosi fix rispetto alla versione 4.0.
Le novità e caratteristiche si possono trovare in questo annuncio sul forum.
Essendo una versione non stabile, ne è sconsigliato l’uso in produzione. Per poterla installare va rimossa la versione stabile e se siamo intenzionati a provarla, nel caso di Ubuntu possiamo scaricare il pacchetto per la nostra architettura da qui e procedere da terminale, come in questo esempio per x86_64:
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Dopo pochi giorni dal rilascio della Beta 1 è uscita la versione stabile di VirtualBox 4. Le modifiche che presentiamo sono relative all’edizione PUEL per uso personale, ma certamente ne troveremo riscontro anche nell’edizione OSE distribuita con licenza open source.
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Dopo tanto tempo dopo l’ultima release da parte di Oracle, la 3.2, Virtualbox finalmente da di nuovo prova di sé con la VirtualBox 4.0 Beta 1. Questa beta apporta alcuni miglioramenti per quanto riguarda i bug presenti nell’edizione precedente, ovviamente nuove caratteristiche, ma soprattutto la cosa che salta per prima all’occhio è la nuova politica per il testing adottata da Oracle.
Il pacchetto scaricabile rilasciato dall’azienda per questa release infatti è disponibile solo nella versione PUEL, ossia quella con parti closed source come il supporto all’USB 2.0, il server RDP e il supporto ai bootloader PXE.
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