Dopo alcuni giorni dal rilascio di CentOS 6, il team di sviluppo ha pubblicato i LiveCD per le diverse architetture, dando così la possibilità di testare questa distribuzione server-oriented sui desktop o server, oppure nei software di virtualizzazione.
Le note di rilascio evidenziano che finalmente è possibile usare il LiveCD per effettuare l’installazione, cose che finora non era possibile con la serie 5.X
A dire il vero il numero e il tipo di pacchetti scelti nel DVD sono un miscuglio tra GNOME e KDE, ma questo non pregiudica il tipo di media e lo scopo di questa distro live.
I repo usati sono quelli standard, non è stato aggiunto nulla di extra, questo per permettere una installazione classica.
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È stata rilasciata la versione stabile di VirtualBox 4.1.0, così come avevamo previsto nei giorni scorsi a giudicare dal ritmo con il quale venivano sfornate le versioni Beta.
Finalmente la gestione della copia dei dischi delle macchine, è cosa di pochi click. Introdotto il supporto sperimentale ai driver WDDM per Windows che consentono di far girare anche Aero, per gli amanti degli effetti grafici.
Per l’installazione su Ubuntu basta scaricare il pacchetto appropriato per la nostra architettura e installarlo:
sudo dpkg -i virtualbox-4.1_4.1.0-73009*deb
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Dopo solo una settimana dal rilascio della Beta 1, il team di VirtualBox ha annunciato la seconda beta, che va a correggere alcuni bug e aggiunge alcune funzionalità. In particolare sono stati corretti quelli riguardanti i driver WDDM, lo strato USB e alcuni problemi nell’installazione.
Una delle novità riguarda il supporto sperimentale al PCI passthrough, caratteristica già presente in KVM e Xen e che, almeno in teoria, aumenta le prestazioni delle periferiche PCI. Un documento di IBM traccia importanti dettagli circa questa importante caratteristica.
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È stata rilasciata la prima versione Beta di VirtualBox 4.1, che sarà una major release e che conterrà diverse novità, come ad esempio la clonazione di macchine virtuali, miglioramenti nella creazione dei dischi, tunnel UDP tra macchine virtuali, nuove funzionalità di gestione nella GUI, nonché numerosi fix rispetto alla versione 4.0.
Le novità e caratteristiche si possono trovare in questo annuncio sul forum.
Essendo una versione non stabile, ne è sconsigliato l’uso in produzione. Per poterla installare va rimossa la versione stabile e se siamo intenzionati a provarla, nel caso di Ubuntu possiamo scaricare il pacchetto per la nostra architettura da qui e procedere da terminale, come in questo esempio per x86_64:
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Microsoft è spesso stata considerata l’azienda meno vicina al mondo che gravita attorno alle distribuzioni Linux; fino a oggi, la particolare diffidenza del gigante di Redmond verso il sistema operativo del pinguino si è riflessa anche nel mancato supporto ufficiale alle distribuzioni community-based nelle proprie vecchie e nuove soluzioni di virtualizzazione. Ci riferiamo, naturalmente, non tanto a un supporto effettivo all’esecuzione della distribuzione (anche quelle non ufficialmente riconosciute possono essere da tempo eseguite sulle soluzioni Microsoft, con diversi gradi di funzionamento), quanto alla fornitura di supporto tecnico per le varie configurazioni – un aspetto non di poco conto in ambito aziendale.
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VMware e Novell siglano una partnership strategica per la quale, per i clienti vSphere, VMware distribuirà e supporterà SUSE Linux Enterprise Server come sistema operativo guest di VMware ESX.
Novell, per parte sua, fornirà al suo SUSE Linux Enterprise Server (SLES) tutte le ottimizzazioni necessarie al miglior funzionamento sui sistemi host VMware.
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La ricercatrice di sicurezza Joanna Rutkowska, conosciuta per i suoi lavori nell’ambito della virtualizzazione, ha reso disponibile il prototipo di un nuovo sistema operativo “sicuro by design”, Qubes OS.
Combinando le potenzialità di Linux, del server grafico X e dell’hypervisor Xen, la Rutkowska ha creato un sistema operativo che implementa il paradigma “Security by Isolation“: in pratica ogni applicativo viene lanciato in un’istanza virtuale, separata dal sistema host.
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Microsoft ha colmato un grosso vuoto nella sua offerta di soluzioni enterprise per la virtualizzazione rilasciando una versione dei Linux Integration Components for Windows Server 2008 Hyper-V compatibile con Red Hat Enterprise Linux.
Fino ad oggi questi componenti erano disponibili esclusivamente per SUSE Linux Enterprise (SLES/SLED) mentre ora possono essere utilizzati anche su RHEL 5.2, 5.3 e 5.4.
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