Una delle funzionalità che alcuni tra gli utenti degli smartphone in ambito lavorativo trovano più utile è, certamente, la possibilità di mantenere in due ambienti logicamente separati programmi e dati per le attività lavorative da quelli per lo svago.
Sui prossimi smartphone LG basati su piattaforma Android questa separazione logica sarà molto più incisiva, dal momento che sarà effettuata mediante tecnologie di virtualizzazione.
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Prosegue la diffusione di voci sulla vendita di Novell e, soprattutto, sulle modalità con cui questa voglia offrire i suoi asset: l’ipotesi circolata una settimana fa riguardante la divisione in due parti (prodotti Linux e prodotti non-Linux) sembra infatti spaventare la mamma di Netware/SUSE.
Stando ad una notizia pubblicata da Reuters, infatti, gran parte dei possibili acquirenti sarebbero interessati alla sola divisione SUSE e non ai prodotti non-Linux di Novell (come Netware e i servizi di Identity Management).
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Potrebbe esserci VMware nel futuro di SUSE e openSUSE: Novell sarebbe infatti pronta a cedere il reparto Linux alla società sviluppatrice di sistemi per la virtualizzazione. Per ora, restano solo voci, anche se a metterle in circolazione ci ha pensato addirittura il Wall Street Journal: se dovessero diventare realtà, potrebbero rappresentare una svolta importante nel futuro della distribuzione.
Del resto, anche la stessa VMware potrebbe trarre enormi vantaggi dall’acquisto, avendo a disposizione SUSE Linux e openSUSE che diventerebbero l’habitat ideale delle applicazioni per la virtualizzazione sviluppate dalla società statunitense.
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VMware e Novell siglano una partnership strategica per la quale, per i clienti vSphere, VMware distribuirà e supporterà SUSE Linux Enterprise Server come sistema operativo guest di VMware ESX.
Novell, per parte sua, fornirà al suo SUSE Linux Enterprise Server (SLES) tutte le ottimizzazioni necessarie al miglior funzionamento sui sistemi host VMware.
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VMware investe ancora una volta nell’open source, anche se questa volta siamo ben lontani dalle solite attività della società solitamente dedita alla virtualizzazione. Infatti Vmware ha acquistato da Yahoo la suite per email e groupware Zimbra, che era stata precedentemente acquisita solo due anni e mezzo fa dalla stessa Yahoo per 350 milioni di dollari.
Rispetto a qualche anno fa, Zimbra ha subito una notevole svalutazione: seppure non ci siano comunicazioni ufficiali sul prezzo pagato da VMware, voci autorevoli indicano in 100 milioni di dollari la cifra incassata da Yahoo, con una perdita di oltre il 70% del valore iniziale.
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Stufi di Linux sul desktop ma troppo timorosi di passare a qualche altro sistema libero? VirtualBSD potrebbe essere la soluzione ai vostri problemi.
Il progetto offre infatti un sistema desktop basato su FreeBSD 7.1 e Xfce, corredato da software indispensabili (Firefox, Thunderbird, Pidgin, OpenOffice.org) e impreziosito da un tema simil-OSX.
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VMware ha deciso di utilizzare una licenza open source per il suo nuovo View Open Client. Prima di dare adito a entusiasmi eccessivi occorre dire che il View Open Client non è un software di virtualizzazione completo, né qualcosa di simile al VMware Player, ma solo un client per macchine virtuali gestite dal VMware View.
Il progetto è ospitato su Google Code, e il codice sorgente è rilasciato sotto licenza LGPL, permettendone così il riutilizzo all’interno di software con diversa licenza o addirittura chiuso. Per ora le versioni disponibili si limitano al sistema operativo Linux. Sono presenti pacchetti RPM e DEB, oltre ovviamente ai sorgenti.
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Non c’è un comunicato ufficiale, ma da ora è possibile scaricare l’immagine di Haiku con il suffisso “alpha” dal sito ufficiale del progetto.
Per chi non lo sapesse, Haiku è la reincarnazione Open Source di BeOS, un sistema operativo desktop che, negli anni ’90, offriva già alcune delle caratteristiche che solo più tardi sarebbero comparse nei concorrenti: forte orientamento alla multimedialità, multithreading spinto pensato per sfruttare più processori, file system journaled.
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Prima l’annuncio del supporto da parte di VirtualBox, rivale open source di Vmware, per OpenSolaris come host, poi a distanza di solo un giorno ecco arrivare la notizia: Sun Microsystems ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Innotek, creatrice di VirtualBox.
Con questa mossa Sun ha spiegato di voler estendere la propria tecnologia di virtualizzazione xVM anche a sistemi desktop. Grazie alla qualità raggiunta nelle ultime release, VirtualBox è diventato uno tra i concorrenti più agguerriti di Vmware, riscuotendo molto successo anche per la licenza GPL sotto cui viene rilasciato.
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