Sul blog di Steven Wittens è apparso un lungo e interessante articolo riguardante l’amministrazione dei sistemi Unix e lo strumento certamente più utilizzato da tutti i sistemisti, ovvero l’emulatore di terminale.
Secondo Wittens, e a ragione, è l’applicativo che più di tutti gli altri è rimasto indietro coi tempi:
L’interazione è strettamente limitata a un flusso lineare di tasti, sempre diretto a un solo processo. E quel processo è capace di comunicare solo in piccoli grugniti di testo, forse uniti a una modesta imitazione in ASCII art di cose che gli adulti chiamano “dialoghi”, “barre di scorrimento”, e “grafici”.
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Previsto per i primi giorni di agosto, KDE SC 4.5 è ora disponibile come versione beta: gli sviluppatori del progetto hanno infatti dichiarato che la nuova versione del popolare desktop environment è ora pronta per essere messa alla prova da tester e “curiosoni”.
Numerose le novità, prima fra tutte la nuova notification area basata su D-Bus che dovrebbe garantire una maggiore uniformità, soprattutto per quanto riguarda gli applicativi GTK+; altrettanto apprezzata sarà la possibilità di utilizzare WebKit al posto di KHTML come motore di rendering in Konqueror.
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Un browser leggero, multipiattaforma, e con un motore di rendering di tutto rispetto. Tutto ciò è riassumibile in una sola parola: Arora. Il progetto Arora, infatti, mira alla realizzazione di un browser Web che sia il più leggero possibile, disponibile per tutti gratuitamente e qualsiasi sia il sistema operativo utilizzato.
Realizzato sulla base delle librerie grafiche Qt, sfrutta come motore di rendering delle pagine Web QtWebKit, un porting in Qt del celebre WebKit. Ma Arora non è solo questo: tutte le principali funzionalità dei più celebri browser sono infatti disponibili, se non per qualche eccezione.
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Di tanto in tanto si parla di grafica 3D e tecnologie per il Web. Qualche mese fa erano stati la Mozilla Foundation e Google a far rumore con i propri rispettivi lavori: Canvas3D e O3D API. Ora è il turno di Webkit, il Web engine alla base di Apple Safari, Google Chrome e il browser per Symbian S60. È stata avviata l’integrazione della tecnologia WebGL.
Facciamo però un passo indietro. Cosa è WebGL? È uno standard per il Web3D che il Khronos Group sta definendo per abilitare lo sviluppo di applicazioni tridimensionali all’interno di pagine Web, usando il linguaggio JavaScript. WebGL intende essere molto più portabile e potente dei plugin della Mozilla Foundation e di Google. Piuttosto che sviluppare un plugin da agganciare al browser si preferisce creare una sorta di estensione per JavaScript e HTML5.
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Avete mai avuto l’esigenza o la curiosità di provare un browser web alternativo diverso dal solito Firefox? Volete una dritta su quali potrebbero essere i browser web pensati per specifiche applicazioni o esigenze? Ecco a voi una galleria di 12 browser alternativi da usare in Linux.
Si tratta per lo più di browser Open Source basati sugli engine WebKit o Gecko. Alcuni sono dei derivati di Firefox e si differenziano da questo per alcune ottimizzazioni di compilazione, o semplificazioni. Altri sono, invece, dei veri e propri Browser creati ex novo, anche se per dirla tutta, in alcuni casi si tratta solo di una User Interface agganciata a WebKit o Gecko, e pertanto non presentano particolari innovazioni.
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Grandi manovre all’orizzonte per Flock, il browser sociale basato sul codice di Firefox: dopo aver rilasciato la versione 2.0 nell’ottobre dello scorso anno, l’azienda sviluppatrice sembra infatti intenzionata a migrare la piattaforma sul codice di Chrome.
La voce di una possibile migrazione aveva cominciato a circolare nei giorni scorsi, alimentata da presunte difficoltà nella gestione del rapporto con Mozilla e dall’appeal tecnologico di Chrome.
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Quando è stato avviato il porting di Chromium su Linux, il cuore open source del browser Chrome, la scelta relativa a come implementare la parte grafica è ricaduta su GTK e non su QT. La motivazione principale della scelta sembra essere dovuta a “problemi di convivenza” tra la licenza di QT, all’epoca GPL, e quella di Chromium, ovvero la BSD.
Gli sviluppi sono proseguiti, quindi, con l’intento di avere un browser GTK-Based, e ad oggi l’applicativo di test di Chromium (chiamato “test_shell”) consente già di renderizzare le pagine Web in maniera discreta. Sul Wiki del progetto è possibile trovare anche uno schema che riassume come viene gestita la catena di rendering della parte grafica.
Il recente annuncio di Nokia a proposito dell’adozione della licenza LGPL per QT 4.5 non è passato inosservato. È stata una occasione per molti della comunità di Chromium di riprendere il discorso sul come implementare la gestione della grafica su Linux.
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La comparsa di Google Chrome e i suoi impressionanti risultati di velocità nei test Javascript hanno messo fretta a tutti i concorrenti. Le performance Javascript, difatti, sono essenziali per tutti quei siti che fanno uso intensivo di Ajax, la tecnologia basata su Javascript che permette di realizzare vere e proprie applicazioni Web, da Facebook a Google Docs.
L’ultimo arrivato è SquirrelFish Extreme, la nuova versione dell’interprete/compilatore Javascript di WebKit, il motore di rendering di Apple Safari (e anche di Chrome). Ma i test di velocità, in questo caso, lasciano qualche dubbio.
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La prima domanda balenata nella testa di molti dopo la conferma di Google Chrome è: perché scegliere proprio WebKit?
Nato come fork di KHTML di Konqueror, WebKit è utilizzato da Apple per Safari. Ha sempre dimostrato grande velocità nella visualizzazione delle pagine Web ed è già usato con soddisfazione da Google per Android.
Su Linux esiste da qualche tempo Midori, browser alternativo basato su WebKit che però, nonostante abbia già parecchi estimatori, non è paragonabile a Firefox per completezza.
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Google pronta a lanciarsi nella “browser war” contro Internet Explorer e Firefox? Sembra proprio di si a giudicare da uno scoop pubblicato dal blog Google Blogoscoped.
Il progetto dovrebbe prendere il nome di Google Chrome, un browser opensource basato sul motore di rendering WebKit. Peculiarità del browser “made in Google” sarebbero la robustezza, garantita dall’isolazione dei processi, la sicurezza e la velocità senza pari nella visualizzazione delle pagine Web.
Per ora non esistono conferme ufficiali, e l’unico indizio consiste in un fumetto, scansionato da Google Blogoscoped, che offre molti dettagli su Google Chrome. Se fosse confermato il rumor saremmo difronte a una sfida decisa lanciata da BigG nei confronti di Firefox e soprattutto di Internet Explorer.
Google riuscirà a imporsi anche nella guerra dei browser?
UPDATE: La conferma è ufficiale (come hanno annunciato anche dai colleghi di Webnews), a breve Google si prepara a lanciare in 100 paesi una versione beta di Chrome.