Preoccupati dall’ipotesi che WebM/VP8 non siano open source? Potete tranquillizzarvi: Google ha infatti cambiato la licenza di WebM passando da una versione personalizzata della licenza Apache ad una pura BSD license.
Il problema principale della licenza adottata da WebM era rappresentato dal fatto che nel caso di una causa per violazione di brevetti qualsiasi diritto derivato da essa sarebbe stato revocato, un comportamento incompatibile con la GPLv2 e GPLv3.
Continua »
I lavori sul celebre player di VideoLAN fervono, dato che tra poco lo sviluppo di VLC 1.0 “Goldeneye” terminerà, e questa versione sarà dichiarata deprecata, per lasciare il posto al ramo 1.1 denominato “The Luggage”. Nonostante il precedentemente dichiarato supporto al codec WebM di Google, almeno nelle prime build di test il software non è stato incluso, a causa, pare, di problemi incontrati dal team di sviluppo nell’implementazione.
Tuttavia, nonostante questo repentino cambio di direzione, i ragazzi della squadra di sviluppo hanno comunque portato a termine l’inclusione di caratteristiche, per così dire, sostitutive; nella prossima versione del player open source troveremo infatti il supporto all’accelerazione hardware, che permetterà di sgravare la CPU di una notevole quantità di calcolo, assegnando operazioni computazionali anche alla GPU.
Continua »
Completato il rilascio della versione 5 di Chrome, gli ingegneri di Google hanno concentrato le forze per aggiungere il supporto a WebM nella versione 6 del sempre più popolare browser.
Affiancandosi alle versioni di sviluppo di Chromium, Firefox e Opera (che supportano WebM dal giorno della presentazione), anche Chrome-dev è ora in grado di riprodurre flussi codificati con VP8.
Questo risultato spiana la strada all’arrivo di un Web realmente libero: quando verranno rilasciate le versioni definitive di questi browser, infatti, gli utenti avranno finalmente la possibilità di abbandonare le limitazioni di Flash.
Continua »
WebM continua ad essere saldamente al centro delle discussioni sul futuro multimediale dello streaming di contenuti: Intel ha infatti dichiarato che potrebbe integrare l’accelerazione hardware a WebM/VP8 nei suoi futuri prodotti.
Il prodotto a cui si riferisce il colosso di Santa Clara ha già un nome ed è
il chip Atom CE4100, un system-on-a-chip che troverà posto nei dispositivi compatibili con Google TV.
Continua »
Primi problemi per WebM e VP8, le due più recenti creature di Google: nonostante siano state presentate come soluzioni aperte al problema del video su Web, alcune dettagli delle loro licenze potrebbero renderli incompatibili con la definizione di open source dell’Open Source Initiative.
Il motivo è presto detto: la licenza di WebM è basata su quella di Apache ma, a differenza di essa, include una restrizione aggiuntiva che fa riferimento alla versione di VP8 fornita da Google; nelle intenzioni del colosso di Mountain View, probabilmente, questa serve a tutelarsi da problemi con brevetti ed eventuali cause giudiziarie ma invalida, di fatto, la definizione di open source.
Continua »
Il fatto che WebM adotti Vorbis come codec audio è la conferma della bontà del lavoro svolto da Xiph.org in questi anni: sotto l’egida della fondazione, questo codec audio è riuscito a conquistarsi una buona reputazione e, soprattutto, la fiducia di diversi produttori hardware.
Xiph.org non ha però intenzione di dormire sugli allori: la fondazione ha infatti annunciato di voler supportare WebM, collaborando al suo sviluppo e alla sua diffusione.
Continua »
Grazie all’abbondanza di tool e software messa a disposizione da Google e gli altri supporter del progetto WebM sono già partiti i primi test di qualità per confrontare quali siano le effettive performance del codec VP8 contro H.264.
I risultati vedono i due contendenti sostanzialmente in una condizione di parità. Le differenze tra i file compressi in H.264 o in VP8 sono impercettibili e l’unico leggero vantaggio H.264 sembrerebbe averlo con immagini in forte movimento. Il tutto ovviamente al netto di eventuali ottimizzazioni dei parametri di compressione (quelle per H.264 sono ben rodate, mentre per VP8 c’è ovviamente meno esperienza).
Continua »
Dopo la guerra dei browser potrebbe accendersi ancora di più la guerra dei codec per HTML5: andando incontro all’appello della FSF e, probabilmente, ai suoi interessi (già anticipati), Google ha infatti annunciato l’apertura dei sorgenti di VP8 e la sua adozione da parte di YouTube.
L’annuncio è stato dato durante la conferenza Google I/O, in concomitanza con la presentazione di WebM, un container (anch’esso libero) derivato da Matroska con cui combinare flussi video VP8 a flussi audio Vorbis.
Continua »