In questi giorni è partita un’interessante campagna promossa da Open Video Alliance, la coalizione che ha come scopo la diffusione di formati video aperti: il tema centrale è la questione dei filmati su Wikipedia, e l’intenzione è proprio quella di arricchire i contenuti con video per aumentarne la completezza ed esprimere concetti ed informazioni che spesso le semplici righe di testo non sono in grado di mostrare.
Per l’occasione è stato anche realizzato un sito web che mette in maggiore luce tale iniziativa, ed aiuta sia a comprenderne i motivi, sia ad avvicinarsi al progetto, con alcuni tutorial che permettono di comprendere chiaramente come contribuire.
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Mettendo momentaneamente da parte la competizione latente con il suo Knol, Google ha annunciato la donazione di due milioni di dollari a Wikimedia, mamma di Wikipedia (e non solo).
Osannata dal fondatore di Google Sergey Brin come “un dei migliori trionfi di Internet”, Wikimedia incassa quindi un cospicuo assegno, per la gioia di Jimmy Wales (papà della fondazione) e di tutte le persone coinvolte nel progetto.
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Wikipedia in difficoltà? Sembrerebbe proprio di sì e non si tratta tanto di questioni di budget, quanto piuttosto di un calo del numero di volontari che quotidianamente contribuisce, o dovrebbe contribuire, a mantenere aggiornata la famosa enciclopedia online.
A sostenerlo sono dati diffusi da uno studio preparato da Felipe Ortega dell’Università di Madrid, dati in cui si nota come, nel primo trimestre dell’anno, sono stati 49 mila gli utenti volontari che hanno abbandonato l’enciclopedia gratuita, un numero di molto superiore a coloro che avevano abbandonato Wikipedia nello stesso periodo dello scorso anno.
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Il popolo di Wikipedia, o meglio tutte quelle persone che negli anni hanno contribuito alla “costruzione” della famosa enciclopedia online, è stato “chiamato alle urne”. Il board di Wikimedia, la fondazione dietro Wikipedia e altri progetti collaterali, avrebbe deciso di cambiare la licenza adottata per i contenuti Web. Tuttavia non potendo decidere unilateralmente per il “cambio di rotta” deve ricorrere ad una votazione tra tutti i membri che lavorano attivamente al progetto.
La licenza con cui è nata Wikipedia, e che è tutt’ora utilizzata, è la GNU Free Documentation License (GFDL). Questa è stata ideata dalla Free Software Foundation per gestire la documentazione tecnica dei progetti software della GNU. Proprio per la sua origine legata al mondo del software la GDFL presenta alcune caratteristiche che col passare del tempo sono divenute sempre più vincolanti per i contenuti gestiti da Wikipedia, certamente di tutt’altra natura.
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La fondazione Wikimedia ha annunciato che entro pochi mesi tutti i suoi server utilizzeranno Ubuntu 8.04. La scelta è motivata principalmente dalla necessità di semplificare l’infrastruttura. Finora i server, che tra l’altro ospitano Wikipedia, girano su distribuzioni “di stampo Red Hat” abbastanza disomogenee.
Infatti man mano che occorreva installare nuovi server, questi venivano equipaggiati con le versioni più recenti dei sistemi prodotti e/o sponsorizzati da Red Hat. Basti pensare che tra i 400 server utilizzati ci sono installazioni di Red Hat 9 (targata 2003) fianco a fianco alle più recenti release di Fedora.
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Arne Klempert, portavoce di Wikipedia in Germania, ha confermato l’effettiva intenzione della casa editrice Bertelsmann nel voler pubblicare una versione cartacea della famosa enciclopedia libera.
Il libro in uscita a Settembre avrà mille pagine e sarà composto dalle cinquantamila voci più famose scelte direttamente dalla folta comunità tedesca. Come si può leggere da Corriere.it, sembra che il criterio di scelta sulle voci da inserire sia volutamente strano e particolare poiché ci saranno, per esempio, Carla Bruni, Playstation 3 e Donald Duck.
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