La ricercatrice di sicurezza Joanna Rutkowska, conosciuta per i suoi lavori nell’ambito della virtualizzazione, ha reso disponibile il prototipo di un nuovo sistema operativo “sicuro by design”, Qubes OS.
Combinando le potenzialità di Linux, del server grafico X e dell’hypervisor Xen, la Rutkowska ha creato un sistema operativo che implementa il paradigma “Security by Isolation“: in pratica ogni applicativo viene lanciato in un’istanza virtuale, separata dal sistema host.
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Nonostante non se ne parli più così spesso come qualche anno fa, il progetto Xen è ancora vivo e la dimostrazione arriva dal rilascio della versione 3.4.0.
Sviluppato sotto l’ala protettrice di Citrix, Xen 3.4.0 introduce codice relativo allo Xen Client Initiative (XCI), un sotto-progetto con l’obiettivo di offrire un client hypervisor “di base” che la comunità possa estendere e migliorare mantenendo comunque la compatibilità con lo Xen “ufficiale”.
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Settimana importante per i sistemi BSD: quasi in concomitanza con OpenBSD 4.5 è stato infatti rilasciato anche NetBSD 5.0.
Il sistema operativo noto per la sua elevata portabilità si presenta in una veste totalmente nuova, forte di un solido supporto ai sistemi multi-processore, di un nuovo scheduler e di una rinnovata implementazione dei thread: tutto ciò migliora le prestazioni sui sistemi server, soprattutto in presenza di forti carichi di I/O.
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L’acquisizione di Qumranet, nel settembre di 2008, da parte di Red Hat aveva già lasciato intuire qualcosa sulla direzione che l’azienda del cappello rosso avrebbe intrapreso nel campo della virtualizzazione ma solo l’annuncio di ieri ha fugato ogni dubbio.
A pochi giorni di distanza dal comunicato sulla collaborazione con Microsoft, l’azienda ha infatti dichiarato che, a partire da Red Hat 5.4, KVM diverrà la sua soluzione per la virtualizzazione, prendendo il posto di Xen.
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Dovrebbe arrivare già in autunno la soluzione per la virtualizzazione desktop basata sull’hypervisor Xen e sviluppata da Citrix e Intel, che di Xen era stato il primo investitore ai tempi di Xen Sources.
La tecnologia alla base di Xen è diversa dagli altri tipi di virtualizzazione e prevede un controllore (chiamato Hypervisor) che agisce ad un livello molto basso, in pratica tra l’hardware e il sistema operativo, tanto da non poter essere considerata una vera e propria virtualizzazione.
Questo tipo di soluzione, che permette prestazioni superiori a tutti gli altri approcci, è finora stato utilizzato solo con l’ausilio di server centralizzati. La collaborazione tra Citrix e Intel mira a creare un nuovo prodotto Xen capace di funzionare in locale (senza essere collegato ad un server centrale) un po’ come oggi avviene per altri prodotti come VMware Workstation e Fusion, VirtualBox e Parallels.
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Una delle distribuzioni GNU/Linux più celebri, Red Hat Enterprise Linux, è giunta alla versione 5.1 qualche giorno fa. Si tratta del primo aggiornamento dopo il rilascio della versione 5, e fornisce diverse novità interessanti, sia sul piano software che su quello del supporto hardware.
L’annuncio è stato dato sul sito ufficiale della distribuzione dal cappello rosso, attraverso la mailing list.
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Tutto è partito dalla mailing list OpenBSD-misc, dove qualcuno ha chiesto informazioni a proposito di eventuali progetti sulla creazione di una versione del kernel OpenBSD pronta per XEN, uno dei più famosi sistemi di paravirtualizzazione.
OpenBSD, teniamolo bene a mente, è uno dei sistemi più sicuri al mondo e, sempre nello stesso thread, è stato fatto notare che virtualizzando un sistema lo si isola più facilmente dal resto del mondo, confinandolo da eventuali falle e relativi effetti indesiderati.
Theo de Raadt, capo indiscusso di OpenBSD, non la pensa così come si evince dalla sua risposta:
you’ve been smoking something really mind altering, and I think you should share it.
devi esserti fumato qualcosa che ti ha proprio dato alla testa, e penso che dovresti passarcela
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Linus Torvalds diceva giusto qualche giorno fa nell’intervista concessa in esclusiva al nostro blog:
Siamo riusciti a fare anche dei cambiamenti radicali senza introdurre grossi cambiamenti e creare gravi problemi fra gli utenti.
E già inizia a sentirsi odore di cambiamenti radicali. Terminato lo sviluppo del 2.6.22 il team del kernel ha iniziato a lavorare al prossimo 2.6.23 che sta suscitando già accese discussioni nei vari news group.
Due le importanti novità che verranno introdotte o implementate e che fanno discutere:
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Dopo aver incluso KVM nella versione 2.6.20 del kernel, la release 2.6.23 aggiungerà molte novità al supporto per la virtualizzazione in Linux.
Nella prossima release del kernel, infatti, molto probabilmente troveremo due nuove soluzioni di virtualizzazione. La notizia arriva dal sito KernelTrap, secondo il quale sia Xen che lguest sono stati inseriti nell’albero dei sorgenti. Questi progetti si aggiungono quindi al già citato KVM, facendo in modo che Linux possa offrire molteplici soluzioni nel campo delle macchine virtuali.
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