Si riducono le possibilità di utilizzare nativamente ZFS su Linux: l’azienda indiana che si stava occupando di questo progetto è stata infatti acquisita e sembra che il destino del suo port di ZFS sia segnato.
Dopo una prima beta privata del suo modulo ZFS, infatti, non si era più sentito parlare di Knowledge Quest Infotech e, trascorsi mesi di assoluto silenzio, è arrivata la notizia dell’acquisizione da parte di un’azienda impegnata nel campo dello storage.
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Ci siamo occupati più volte del porting nativo per Linux dell’avanzatissimo filesystem di Sun/Oracle ZFS ad opera di KQ Infotech, il cui kernel module (impossibile da includere nei sorgenti di Linux per motivi di licenza), era stato già messo al banco di prova, nella sua versione beta e su hard disk SSD.
I risultati del benchmark, pur distaccandosi chiaramente (in meglio) rispetto al porting di ZFS via FUSE in user space, facevano trasparire una certa immaturità del progetto che, dal punto di vista prestazionale, non riusciva ad insediare il trono dei titani EXT4 e Btrfs; a due mesi di distanza, con il rilascio della versione stabile di ZFS per Linux cosa è cambiato?
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Buone notizie per tutti coloro che utilizzano il boot loader GRUB per avviare sistemi operativi installati su partizioni ZFS: il codice necessario a gestire questo filesystem è stato integrato nella codebase principale del progetto e sarà disponibile per default dalla prossima release di GRUB 2.
In un messaggio apparso sul newsgroup comp.boot-loaders.grub.devel leggiamo che si è deciso di fare un’eccezione per il codice per la gestione di partizioni ZFS, e di non richiedere l’assegnazione diretta del copyright alla FSF come condizione necessaria per la sua inclusione in un rilascio ufficiale.
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Sulla base del lavoro relativo al primo tentativo di porting nativo per Linux dell’avanzatissimo filesystem ZFS, KQ Infotech ha in questi giorni rilasciato come pubblica la beta release del suo modulo per il kernel (che, chiaramente non sarà incluso in Linux per motivi di licenza, ma andrà caricato in un secondo momento da parte dell’utente).
Il download per i sistemi Red Hat Enterprise Linux 6, Ubuntu Server 10.04 e Fedora 12 è possibile previo registrazione gratuita; in coppia con ZFS verranno installati come dipendenze i moduli relativi al Solaris Porting Layer, che emula alcune primitive del kernel (Open)Solaris su Linux.
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Eccoci a parlare dell’ennesima figura di rilievo di Sun che abbandona l’azienda in seguito all’acquisizione da parte Oracle; dopo James Gosling (papà di Java) questa volta è toccato a Jeff Bonwick, considerato come la mente dietro lo sviluppo del filesystem ZFS.
A darne l’annuncio è stato lui stesso sul suo blog, spiegando che la decisione, seppur dura, è stata motivata dalla possibilità di avviare una startup, sogno da lui sempre accarezzato.
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Mentre lo sviluppo di ZFS per Linux procede lentamente grazie agli sforzi progetti come FUSE o i più recenti moduli per il kernel, Debian ha già adottato il tanto invidiato filesystem di Oracle.
Come i lettori più attenti avranno già immaginato, non si tratta però della versione di Debian che tutti conosciamo, Debian GNU/Linux, bensì di Debian GNU/kFreeBSD, la versione basata sul kernel di FreeBSD.
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Tag: debian, zfs
Come riportavamo qualche tempo addietro, ZFS, il filesystem open di Oracle dalle avanzate caratteristiche di capacità, continuous integrity checking, deduplicazione e creazione di snapshot, da sempre incompatibile con Linux per via delle rispettive licenze, iniziava i primi passi verso il sistema del pinguino attraverso un kernel module (quindi non in user-space) grazie al lavoro del Lawrence Livermore National Laboratory (per gli amici LLNL).
Notizie successive confermavano l’effettiva attività del progetto di porting del filesystem tanto invidiato (a ragione?) dall’intera comunità di utilizzatori Linux e parlavano di un ulteriore progetto, più maturo, basato proprio sul lavoro del LLNL ad opera di KQ Infotech.
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Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli sforzi per rendere utilizzabile ZFS su Linux: oltre a ZFS-FUSE, due gruppi di sviluppatori sono infatti al lavoro per poter utilizzare questo filesystem su Linux.
Nonostante il passaggio di proprietà da Sun ad Oracle, la licenza CDDL di ZFS risulta tuttora incompatibile con la GPL di Linux, impedendone l’inclusione upstream; per aggirare il problema, entrambe le nuove soluzioni prevedono l’implementazione del supporto a questo filesystem sotto forma di modulo separato dal resto dei sorgenti del kernel.
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ZFS è il filesystem open sviluppato per Solaris (e OpenSolaris) da Sun (e mai incluso ufficialmente in Linux), avente caratteristiche di integrity checking, deduplicazione, creazione di snapshot (quindi possibilità di rollback) e altro.
Btrfs (B-tree filesystem, dal nome della struttura dati impiegata), filesystem nato diverso tempo fa in casa Oracle quale risposta a ZFS, anch’esso con possibilità di creazione di snapshot, è già approdato in Ubuntu (alternate install), sebbene non come possibile filesystem di avvio.
I due filesystem più lo standard attuale Linux, ovvero EXT4, vengono ora confrontati da Phoronix quanto a prestazioni. ZFS sul neonato PC-BSD 8.1 e i filesystem Linux su Ubuntu 10.10 development snapshot (kernel 2.6.35).
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Tag: btrfs, ext4, zfs